giovedì 31 dicembre 2009

Pensieri sparsi

Oggi non mi va di impegnarmi a scrivere un post ma non posso evitare di scrivere, così lo farò senza una continuità, scriverò quello che c'è da scrivere più o meno com'è nella mia testa

Mi sto isolando, sto facendo di tutto per creare il deserto intorno a me e non so nemmeno io per quale strana ragione, però tutto questo mi pesa, mi sento una fallita, vuota, arida. Riufiuto tutto e tutti. Forse voglio rinascere? Ma cazzo quanto è difficile e quanto fa male

Perchè tutti hanno qualcuno e io no? Perchè tutti hanno sempre delle persone speciali su cui fare affidamento e io non ho mai avuto la fortuna di incontrarle? Perchè a chi troppa merda e a chi troppa felicità? Perchè in vent'anni non sono mai riuscita ad avere sul serio una migliore amica, dormire a casa sua dicendo cazzate fino a notte fonda mentre parliamo di ragazzi e facciamo tutto come se fossimo sorelle gemelle? Insomma, robe normali

Perchè vedo coppiette felici dappertutto e ogni volta che mi giro al mio fianco c'è il vuoto?

Tutto questo mi fa solo venire una gran voglia di vomitare

Lo so, è un post emo del cazzo, ma non potevo farne a meno, mi dispiace per voi lettori.

P.s. se avete risposte o proposte, beh, grazie tante.

domenica 27 dicembre 2009

 
The End Of The World

The Cure


Go if you want to
 I never tried to stop you
Know theres a reason
For all of this you're feeling
Love it's not my call
You could'nt ever love me more
You could'nt love me more
You could'nt love
 
Me
I dont show much
It's not that hard to hide you
See in a moment
I can't remember how to
Be all you wanted
I could'nt ever love you more
I could'nt love you more
I could'nt love
You want me to cry and play my part
I want you to sigh and fall apart
We want this like everyone else
 
Stay if you want to
I always wait to hear you
Say there's a last kiss
For all the times you run this
Way it's not my fault
You could'nt ever love me more
You could'nt love me more
You could'nt love
 
Love me more
Could'nt ever love me more
I could'nt love you more
I could'nt love
 
You want me to lie not break your heart
I want you to fly not stop and start
We want us like everything else
 
Maybe we didnt understand
Not just a boy and a girl
It's just the end of the
End of the world
 
Me I dont say much
It's far too hard to make you
See in a moment
I still forget just how to
Be all you wanted
I could'nt ever love you more
I could'nt love you more


giovedì 24 dicembre 2009

Poco originale letterina di Natale

Caro Babbo Natale,

mi sono ridotta a scriverti nell'ultimo giorno utile, lo so. Non me ne volere. In realtà io non avevo intenzione di scriverti questa letterina perchè lo stanno facendo tutti sui vari blog e come al solito volevo fare la diversa e scriverti qualcosa di più originale. Poi però non ho resistito, un po' perchè non ho avuto il tempo di pensare a qualcosa di alternativo da scriverti, un po' per mie esigenze. E' da un po' che non ci si sente eh, vecchio mio? Direi da quando avevo circa 7o 8 anni. Mi ricordo la prima volta che capii che in realtà tu non esistevi: me lo dissero le mie amiche di scuola, potevo fare la terza o la quarta elementare. Loro facevano tanto le fighe perchè ormai già sapevano tutto e mi trattavano da povera sfigata perchè io mi ostinavo a dire che tu c'eri davvero, propinando loro le più svariate (e in effetti inconsistenti) prove della tua esistenza. Qualche giorno dopo, timidamente, durante un pranzo domenicale, chiesi esplicitamente a mia zia se tu fossi vero o fossi solo frutto di una una finzione (mia madre avrebbe negato spudoratamente la tua inesistenza anche se l'avessi colta in flagrante a mettere i pacchi sotto l'albero: si sarebbe inventata che l'avevi delegata perchè quel Natale ti eri beccato la polmonite, tanto per dirne una). Lei mi rispose parlandomi all'orecchio e sussurrandomi queste parole "Babbo Natale esiste solo per quelli che vogliono crederci". Sono sempre stata grata a mia zia per quelle parole. La medicina mi sembrò meno amara da buttare giù; ebbi la conferma di ciò che sospettavo e quel giorno diventai un po' più grande. A dirti la verità, però, da inguaribile sognatrice quale sono, non mi sono mai sentita troppo sfigata a pensare che fossi tu, volando con la slitta trainata dalle tue renne, a portare i regali nelle case di noi bimbetti. Già da allora mi sembrava troppo crudele che un bambino a sei anni potesse essere così disilluso, così realista. In cuor mio, i miei compagni così fighi, sicuri di sè, così troppo prematuramente adulti mi facevano un po' pena e tutt'oggi, guardando indietro con gli occhi di una ventenne, ritengo quelle mamme così poco fantasiose delle vere e proprie arpie: assassine della fantasia che ogni bambino ha il diritto di mantenere vivida fin che la vita glielo consente (chè di realtà potrà riempirsi le tasche fin che vorrà in futuro), assassine dell'inocenza infantile oltre che totalmente prive di buon senso e di qualsiasi forma di sensibilità. Checchè possa dire su mia madre, uno dei pochi pregi che debbo riconoscerle è stato proprio quello di avermi permesso di coltivare la mia fantasia e di sognare finchè mi fosse stato possibile. Di questo devo solo ringraziarla e non posso che esserne felice. Si. Sono felice di aver passato la mia infanzia a credere ai folletti che costruivano giocattoli apposta per me (anche se quei giocattoli di artigianale avevano ben poco). Sono felice di aver passato così tante notti tra il giorno della Vigilia e quello di Natale a trepidare ansiosa nel mio letto, con la paura che tu potessi scoprirmi ancora sveglia e scappare via. Sono felice di pensare di aver creduto che potesse esistere qualcuno, in questo mondo, capace di esaudire qualsiasi mio desiderio, in grado di leggermi nel pensiero sapendo esattamente cosa volessi. Sono felice perchè tutto questo mi ha permesso di diventare quella che sono oggi. Potrebbe sembrarti esagerata tutta questa melensa sviolinata, lo so, d'altronde tu nemmeno esisti, ma è così. Non ti chiederò niente per questo Natale, chissà quante richieste avrai già e non mi va di appesantirti il lavoro. Anche perchè penso che l'unica cosa che vorrei veramente non potresti nemmeno donarmela, haimè. Ti ho scritto semplicemente per parlarti un po' dato che nessuno lo fa mai e che, quando lo fanno, succede solo in un periodo dell'anno e tutti per ricevere, nessuno per donarti qualcosa. Io volevo donarti un ringraziamento in allegato, come mio personale dono di Natale a te. Teoricamente non avrebbe senso scriverti questa lettera, però io lo faccio lo stesso perchè, vedi, per riprendere quello che mi disse mia zia anni fa, in realtà, nonostante conosca la verità, io a te voglio continuare a crederci, perciò in un certo senso tu per me continui ad esistere lo stesso. Poco mi importa se ho vent'anni e non dovrei. Non posso farci niente, sono la solita con la testa fra le nuvole e tale rimarrò a vita. Che poi, chi lo dice che a vent'anni sia vietato credere a Babbo Natale?

P.s. Se poi riesci (anche se ne dubito, ma non è per te, piuttosto per l'entità della richiesta) per favore, potresti regalarmi l'Amore Vero? Lo so, lo so, è rarissimo e ti sto facendo una richiesta alle 19.48 del 24 Dicembre. Beh, in caso non ce la facessi, mi accontento anche solo che tu mi privi del dolore che mi causa pensare e vedere (come mi è successo oggi) lui. Sai, con mia somma sorpresa ho scoperto che mi fa ancora un po' male. Grazie in ogni caso, anche se non dovessi riuscire a soddisfare nessuna delle mie richeste.

Un bacio,

tua Anastasia.

mercoledì 23 dicembre 2009

Apologia della vita universitaria

Ieri è stato l'ultimo giorno di Università. Signori, sono ufficialmente in ferie (si fa per dire). Niente più levatacce per tre giorni consecutivi alle 6 meno un quarto di mattina, niente più treni affollati e puzzolenti, niente più tendiniti da appuntomani e calli da scrittori varii, niente più tentativi di sonnecchiare sul banco durante le pause e niente più 10-11 ore fuori di casa. In questo momento mi immaginerete magari mentre faccio i salti di gioia urlando "Siii!! E' finita!! Finalmente vacanze!" e invece no, vi sorprenderò dandovi almeno tre motivi per cui per me valga la pena di andare nella mia bettol...ehm in Facoltà:

1) Per noi universitari "Vacanze di Natale" = "StudioMatto&DisperatoPerGliAppelliDiGennaio/Febbraio"; ergo mi toccherà sprofondare con il naso nei libri (feste comandate a parte) e scontare tutta l'accidia accumulata in questi mesi. Ho già prenotato il biglietto di sola andata per "Esaurimento Nervosolandia" e mi toccherà permanerci per almeno un mese, un mese e mezzo. Il tempo di uccidermi per un altro paio di esami e mezzo (considerando il secondo esonero di Psicologia Dinamica) perchè non credo che sarò in grado di prepararmi anche per Psicologia Clinica, sono 4 mattoni da studiare, un migliaio di pagine in tutto (bazzecole insomma) e vorrei preferibilmente avere un voto alto. A Clinica ci tengo, mi piacerebbe prepararci anche la tesi. L'unica cosa positiva di questo prossimo tete a tete coi libri è che continuerò a dimagrire e ciò non mi dispiace affatto. Solo che, beh, preferirei farlo con qualcos'altro il tete a tete (o meglio, qualcun'altro).

2) Mi mancheranno risate e cazzate con le mie colleghe-amiche. Almeno loro mi tenevano compagnia e mi facevano sorridere. SimonaMarika con la loro estroversione che rasenta la pazzia e che sfora sistematicamente in figure di merda (per tutte noi), Chiara con la sua riservatezza, Francesca con la sua semplicità, Annarita con la sua stramaledetta secchionaggine (peggio di me) che mi fa venire i sensi di colpa, Catia con la sua dolcezza, Dolly che è perennemente stralunata, Anna che è anche lei sempre tra le nuvole e a volte dolcemente nevrotica, la persona più comprensiva che abbia mai conosciuto, Grazia che può essere tutto sommato considerata la migliore amica che abbia mai avuto (ci conosciamo dai tempi del liceo) con la sua schiettezza disarmante, la sua forza e la sua aggressività che altro non sono che la maschera per coprire la sua essenziale sensibilità e fragilità. Poi c'è Martin (vero nome: Martino, da me ribattezzato "Martigno"). Martin è un personaggio a parte. Immaginate: unico ragazzo in mezzo ad una tribù di sole donne, tutte che lo pigliano inesorabilmente per il culo da mattina a sera. E' un ingenuo pazzoide con incontinenza verbale (leggi "sparacazzate"), l'aria innocente, i riflessi mentali di un bradipo e l'indole da comico inconsapevole. Ci distrae dall'attività della scrittura frenetica degli appunti cantando canzoni di Venditti in sottofondo quando entra in aula il Prof di Psicometria (che è di Roma, chiaramente) e ridicolizzando le lezioni di Psicologia dell'Apprendimento quando si parla di bambini ("Anastasia, da domani veniamo a lezione con Cicciobello, ok?" "D'accordo Martigno, però per te porto Baby Bua"). Insomma, il nostro divertimento, il nostro martire di gruppo a cui, in fondo, vogliamo un mondo di bene. Se la fa con una tizia odiosa, acidula, sciapita, stupida, che parla troppo e a sproposito e che ci odia tutte perchè quando il nostro martire nazionale sta con lei non facciamo altro che guardarli e ridacchiare maliziose oppure (nel peggiore dei casi) gli facciamo telefonate anonime fingendoci amanti o esortandolo a concluderci qualcosa insieme. Si, siamo delle gran stronze, però ci piace esserlo, che possiamo farci?

3) Beh, questo motivo è ancora marginale per ora ma è, appunto, uno sprone in più per non farmi trattenere dalle grinfie benevole del mio letto ogni mattina. Dunque, c'è un ragazzo del primo anno decisamente interessante. Oddio, che sia oggettivamente interessante è opinabile (ma cosa non lo sarebbe? W il relativismo!) perchè è, ehm, particolare ma di una particolarità che sfocia quasi nell'eccentricità. In poche parole è un punk (credo). Beh, che mi fossero sempre piaciuti i tipi alternativi non è mai stato un mistero per nessuno e questa ne è un'ulteriore conferma. A dire il vero l'avevo notato sin da subito ma come non notarlo, d'altronde? Ha i capelli tinti di un rosso-viola con un lungo frangione davanti agli occhi e una cresta dietro che porta sempre abbassata. Il resto della testa è rasata e i capelli cortissimi sono del loro colore naturale (bruni). Non sono riuscita ad osservare bene gli occhi, spesso contornati da occhiaie e a dirla tutta un po' inquietanti (ma anche questo fa parte del fascino che esercita su di me). Viso affilato con pizzetto finale, pelle diafana, alto e dinoccolato, esile, veste quasi sempre di scuro e cammina con il classico atteggiamento da solitario sospettoso e un po' burbero, le mani sempre in tasca e  faccia coperta da una sciarpa quasi fin sotto il naso. Mi è capitato di sentirlo parlare una sola volta con qualche collega e devo dire che anche la sua voce è di mio gradimento: profonda come piace a me. Grazia mi prende sempre in giro, dice che le sembra "sporco" (e lo dice una che è stata punk fino a qualche anno fa e che lo è ancora dentro) ma io mi rifiuto di crederci. Non so bene per quale motivo mi attiri, forse perchè ha quell'aria così virile da ribelle, da bello e maledetto (bello per me), perchè è un solitario, non lo so ma mi attira. Non sono ancora riuscita a parlagli o ad avvicinarmi ma per ora ho notato che ogni tanto anche lui mi lancia qualche sguardo di sottecchi quando ci incrociamo nei corridoi o quando lo osservo discreta mentre fuma languidamente una sigaretta (e porca miseria se non è sexy buttato sul muro in quella maniera così trasandata!). Per ora non so nemmeno il suo nome ma tra i buoni propositi per l'anno prossimo credo che ci metterò anche "attuare piano di seduzione del malcapitato". Devo ancora stabilire bene le tecniche di predazione e a questo proposito spero che la mia fervida immaginazione possa venirmi in soccorso, magari durante le feste di Natale mi studio con calma le mosse. Speriamo solo che non sia già impegnato.

sabato 19 dicembre 2009

UWO - Unidentified Written Object

DISCLAIMER: la sottoscritta proprietaria di questo blog non garantisce la qualità dell'intervento che segue; in caso di incazzatura, scazzo, depressione più o meno acuta, alto tasso di acidità verbale e/o sarcasmo acido siete pregati di evitarne la lettura, previa compromissione dell'umore a tempo non definito. In caso di complicazioni consultare un bravo psicologo (o psichiatra, a seconda di come siete messi di base).

Non so per quale strano motivo stia scrivendo questo post. Non so se avete presente quando vorreste scrivere ma non vi va, insomma quando avete così tante cose da scrivere che non sapete da dove iniziare e tantomeno come incastrarle tutte insieme in un connubio perfetto. Dunque, vi decidete che non scrivere affatto sia la soluzione migliore per liberarvi dai pensieri che vi gravitano in testa o al massimo per far si che si ordinino da soli, in modo tale da vederci un po' più chiaro. In effetti la mia iniziale intenzione era proprio quella di far passare tutto da sè, di evitare di descrivere ogni santo pensiero angosciante mi trapassi il cervello, però poi non ce l'ho più fatta. Hanno vinto loro. Il bello è che non so esattamente cosa descrivere.

Ok, ci provo.

Mi tormento da sempre su chi sono e a 20 anni non l'ho ancora capito. O meglio, forse ho iniziato a capirci qualcosa ma non ho il coraggio di mostrarmi al mondo che mi circonda. Perchè, vedete, le persone di cui (mi) sono circondata sono talmente diverse da come mi percepisco io dentro, che se solo mi mostrassi a loro per ciò che mi sento di essere sembrerei di sicuro una pazza. Mi dico anche, però, che io, così, non posso più andare da nessuna parte. E' arrivato il momento di fare i conti con me stessa. Ho passato tutti questi anni a far finta di essere quella che non sono, ad adeguarmi a loro, solo perchè forse non mi era ancora capitato di entrare in contatto con il mio vero ambiente. Mi sono fatta plasmare in superficie da un habitat che non sentivo mio fino in fondo e mi sono saputa mimetizzare per bene. Però adesso sono stanca di lottare contro l'altra me, quella più vera, sono stanca di sopportare tutto lo schifo che mi circonda. Forse è per questo motivo che mi sto ritirando in me stessa sempre di più, che da qualche tempo a questa parte non riesco a sopportare anima viva, che non mi va mai bene nessuno. Potrebbe sembrare a voi lettori (semmai ci foste) che mi stia innalzando su un piedistallo. No, non è così. E' tutto quello intorno a me che sta sprofondando in un abisso senza fine. Io rimango dove sono, con i piedi ben piantati per terra e non mi passa nemmeno per la testa di cadere insieme a tutto ciò che conosco e che ho conosciuto fino ad ora, non mi va di appoggiarmi temporaneamente a salvagenti malandati. L'unico modo dignitoso che conosca per salvarmi è estraniarmi, come sto facendo adesso. Estraniarmi fino a che, nelle mie peregrinazioni solitarie, prima o poi incontrerò degli esseri come me. Esseri con cui magari poter finalmente stabilire qualcosa di duraturo, esseri che condividano valori e visioni con me, esseri con cui potermi arricchire dentro, non impoverirmi.

E' che mi è crollato tutto addosso quasi in una volta. La mia storia con lui finita (e porca miseria se lo penso e se mi mancano i momenti felici con lui, che però so essere solo lidi lontani, dacchè ho voluto e dovuto, date le corcostanze, imbarcarmi in una nuova avventura con me stessa), le "amicizie" (a questo punto mi verrebbe solo da dire sedicenti tali) disintegrate. Mi sono rimasta solo io e devo andare avanti in qualche modo. Ora, non so esattamente come. Probabilmente dovrebbe seriamente venirmi in mente di mettere un annuncio, magari proprio l'annuncio di cui parlavo qualche post fa o probabilmente dovrei aspettarmi la manna dal cielo, un colpo di fortuna. Probabilmente dovrei solo aspettare e non sperare, evitare di cercare, ma se smetto di cercare nessuno mi assicura che prima o poi troverò qualcosa. Già... . Già. E allora? Allora niente. Sempre le mie solite domande irrisolte. L'unica cosa di cui sono sicura è che non voglio accontentarmi, ho solo questa vita e non la sprecherò. Le persone veramente felici esistono e sono tali perchè non si sono fermate a ciò che faceva loro più comodo. Dunque, se non lo faccio nemmeno io, forse, un giorno, questo mio sacrificio sarà ripagato. Ma è impossibile che dipenda tutto esclusivamente dal destino. No. Io non ci credo nel destino.
 
Provate a smentirmi.

lunedì 14 dicembre 2009

La rinascita - "Ciak, terza!"

Domani ho un esame (male), non ho studiato come solitamente faccio (malissimo) e non riesce a fregarmene un cazzo (direi bene). Strano ma vero, udite udite, la sottoscritta (ex?) secchiona se ne strafrega per una volta in tutta la sua carriera scolastico-universitaria della preparazione non consona per i suoi standard e rimane completamente apatica. Direi che la singletudine e le recenti merdate in campo "amicizia" mi fanno più che bene. Forse ho finalmente capito che nella vita c'è qualcosa di più importante di un 30 e che la cultura non si costruisce solo studiando dai libri di scuola. Dopo 20 anni, si, ma ci sono arrivata. La cultura è ben altro, nasce dalla passione per il sapere, non dal rispetto di qualche dovere troppo scomodo. Quella è solo responsabilità e non si può dire che in questi anni io sia stata una ragazza irresponsabile ma forse questo non mi basta più. Voglio essere alla pari dei miei modelli, degna di ciò a cui aspiro. Non voglio rientrare nella tristissima categoria dell'"italiano medio". Mi sento arida senza avere degli interessi particolari da coltivare e soprattutto mi accorgo che la mia vita è stata arida fino a circa due anni fa, quando mi si sono spalancate le porte della tanto da me attesa vita sentimentale. La vita vera è ciò che conta sul serio, non uno stupido voto su un altrettanto stpuido foglio di carta (che è pur vero che mi servirà). Adesso che mi ritengo fondamentalmente sola, senza nessuno su cui contare davvero (in un certo senso anche libera se vogliamo) posso pormi un obiettivo: dedicarmi finalmente a me stessa. Mi hanno (e mi sono) mandata in pezzi, dunque questo è il momento buono per ricostruirmi e stavolta come dico io, per costruire nuove relazioni, se ce ne saranno (se sarò in grado di costruirle), con persone diverse, persone scelte, persone come me, la me che sta per nascere, che possano capirmi fino in fondo.

A mio sfavore, però, gioca la mia proverbiale pigrizia e il fatto che non riesco a fare nulla se non lo prendo come un dovere. Ah, maledetto senso di responsabilità. Ammetterlo però è già un passo avanti se non contiamo che sarà un annetto e mezzo che non faccio altro che ammettere e basta. 

Riuscirà la nostra eroina a vincere se stessa? Lo scopriremo nelle prossime puntate, non cambiate canale ;)

venerdì 11 dicembre 2009

L'amicizia ai tempi della suina

Questa è una giornata decisamente no. Una di quelle giornate in cui ti chiedi per quale strano motivo esista il genere umano e l'unica risposta che ti viene in mente è "per romperti i coglioni". Questa è proprio una di quelle giornate in cui vorresti essere invisibile, metterti l' i-pod nelle orecchie e stare così per ore a guardare il cielo tetro dietro i vetri della finestra della tua camera; in cui il benchè minimo contatto con qualsiasi altro essere ti inacidisce fino alla punta dei capelli e ti disgusta. Oppure, non so, una di quelle giornate in cui prendere un treno (dove chiaramente finisci per incontrare qualcuno che conosci, non importa se ti stia simpatico o meno, importa solo che tu l'abbia incontrato nel momento sbagliato) per un posto quanto più lontano dal tuo paese e startene con la testa schiacciata contro il finestrino a guardare il vuoto che scorre. Lo so, fa molto emo questo quadretto, però io sono sinceramente stanca di tutto quello che mi circonda. L'avrò detto un miliardo di volte e un miliardo di volte l'avrò smentito, sempre in questa sede e sono stata anche criticata perchè "sputtano a tutto il mondo i cazzi miei" (quindi anche quelli degli altri) oppure perchè "non dico le cose in faccia". Chiaro che se non ci vediamo mai non te le posso sbattere nella croce dei sensi, quelle quattro misere parole che mi servono per annientarti (e per la cronaca, se qulcuno di mia conoscenza dovesse mai leggere questo post, dovresti(/e) finalmente averlo capito che io odio parlare tramite facebook e/o sms-msn di cose di questo genere perchè non sono certo una codarda, vi ricordate della strigliata di Pasquetta, si?). Posso sembrare contraddittoria oppure semplicemente una affetta da disturbo bordeline (in effetti tutti pensano che sia un po' pazza ma questo non può che farmi solo piacere) però forse adesso sono arrivata al limite, non lo so. Ok, quel preservativo a casa mia ci è finito per scherzo e non era vostra intenzione mettermi nei casini con mia madre, questo l'ho capito (si, avete capito bene: i soggetti in questione, la stessa orda barbarica che mi ha sconquassato casa l'altro giorno, hanno portato un preservativo a casa mia  -e fin qua non c'è nulla di strano, perchè credo sia un' usanza di molti maschietti tenerne qualcuno nel portafogli, senza giri di parole-  che poi era quello che stavano distribuendo delle associazioni vattelappesca in onore della campagna contro l'AIDS e nemmeno quello nelle scatole -e ok, è una cosa bella- ma il problema è che il preservativo in questione se lo sono dimenticato a casa mia e io non me ne sono accorta perchè non pensavo fossero così beoti da lasciarlo in giro come se si trattasse di un pacchetto qualsiasi di caramelle. Avete le tasche bucate, per caso? Morale della favola: mia madre lo ha trovato mentre faceva pulizie e mi ha chiesto con fare sospettoso e vagamente incazzato cosa avessimo combinato con quel preservativo. Fantastico!).  La cosa è successa perchè non avete prestato abbastanza attenzione e volevate giocare agli adolescenti ingrifati, con il risultato che adesso mia madre pensa che sia una sottospecie di pappone che organizza orge con individui non bene identificati a casa mia (quindi anche sua), oltre ad odiarvi perchè mi avete spaccato quel dannatissimo portaombrelli e per aver scambiato i miei divani per una piscina olimpica da gare di tuffi. Che voi non metterete più piede a casa mia, questo è certo, che non abbiate molto rispetto per le cose degli altri lo è altrettanto (perchè io non vengo a casa vostra per tentare di sfondarvi i divani) ma aldilà di tutto (perchè grazie a non so cosa i divani sono rimasti integri) minimizzare l'accaduto, ridermi in faccia perchè mi sono sentita malissimo quando mia madre mi ha detto di aver trovato quel dannatissimo coso sotto al divano e perchè giustamente mi sono incazzata con voi non è da persone educate oltre che civili e sensibili. Continuare ad infierire gratuitamente dopo avervi specificato con fin troppa diplomazia che cominciavate seriamente ad irritarmi, nemmeno. Questa vostra reazione non ha fatto altro che provocarmi ancora più rabbia di quanta ne avessi dentro e sopratutto disgusto per quella che è stata mancanza di tatto, oltre al fatto che non vi è nemmeno passato per la zucca di chiedermi "scusa" o semplicemente "mi dispiace" (anzi!). Tanto mi sarebbe bastato per perdonarvi. Invece vi siete letteralmente presi gioco di me perchè mi sono alterata e direi proprio a giusta ragione. A volte mi chiedo con che razza di persone io abbia a che fare (perchè è da cose come queste che si capisce la maturità di una persona), se potrò mai conoscerle davvero. E continuo a rispondermi che io nella mia vita ho sbagliato tutto, oppure semplicemente che chiedo troppo alla gente, che idealizzo troppo i rapporti (d'amore o d'amicizia che siano) e che credo forse un po' troppo nel genere umano. Forse sto sbagliando io, non lo so. Dovrei (/Voglio) accontentarmi?

mercoledì 9 dicembre 2009

A volte vorrei che sparissero tutti quanti. Vorrei essere sola al mondo, vorrei non avere nessuno così da poter fare ciò che voglio della mia vita senza sentirmi costretta a seguire delle convenzioni del cazzo, dei percorsi già prestabiliti. E' come se il canovaccio l'avessero già steso loro e io devo semplicemente scegliere cosa scrivere nelle battute ma più o meno si sa come dovrebbe andare a finire la storia. Mi sento sempre più in gabbia, sul serio. Alla donna che mi ha messo al mondo non va mai bene niente di come faccio ciò che faccio. Trova sempre un modo per farmi pesare anche cose inesistenti perchè pensa di avere a che fare con una qualsiasi delle sue alunne di 7 o 8 anni, che deve andare continuamente smossa se no da sè non se la potrà mai cavare. Beh, ditemi allora quale indiviuo sano di mente non si metterebbe a pensare che se a lei non va mai bene niente di ciò che faccio allora comincerò davvero a farlo male così lei avrà di che lamentarsi seriamente e io mi meriterò le sue lamentele. In mezz'ora sono stata capace di viaggiare tanto velocemente con la mia testa da arrivare a pensare che al prossimo litigio furioso sbatto la porta di casa e me ne vado per la mia strada. E affanculo l'università, affanculo la prestigiosa laurea, affanculo i legami di sangue, affanculo la brava ragazza che sono stata fino ad ora, affanculo me stessa e basta, farò affiorare una parte di me che nessuno conosce. Che poi non avrò mai il coraggio di tirarla fuori è un altro paio di maniche. Ma esiste, vi assicuro che esiste.

poteva la mia casa rimanere integra sotto una devastante orda di barbari?

Chiaramente era una domanda retorica. Forse adesso capisco perchè domenica la serata è saltata. San Nicola mi voleva aiutare, solo che non sono riuscita a cogliere il segno divino e l'ho spostata a ieri. E pensare che stavo pure per maledirlo il poveretto, mentre lui si preoccupava di quello che sarebbe accaduto al mio grazioso portaombrelli, che previdenza!  Potrei persino arrivare a pentirmi per averci pensato ma, non ritenendomi cristiana, non mi sento in dovere di farlo. Il risultato di cotanta avversione per la religione è stato che ieri, durante la famosa serata con gli amici che dopo innumerevoli peripezie sono riuscita ad organizzare, aiutata anche dalla demenza senile precoce galoppante negli individui di cui mi circondo quotidianamente, il portaombrelli all'ingresso ci ha rimesso la pelle (anzi, la terracotta dovrei dire) e piuttosto brutalmente aggiungerei, frantumato dal peso di Fabio che ci è caduto sopra per tentare di placcare Federica. Ora, la mia questione è questa: perchè scambiare casa mia per un campo da football o per un parco giochi di quelli che si trovano nei giardini degli asili? No perchè, a volte, credo che la gente si dimentichi di avere 20 anni anzichè 2 e di stare a casa di qualcun'altro. Ora, a parte la prece e il minuto di silenzio in onore del povero portaombrelli di cui non mi fregava più di tanto (e che tra l'altro a mio padre stava pure abbastanza sui coglioni), la serata per me non è stata troppo diversa da quelle che trascorro da sola (a parte che stavolta non facevo da sola le cose che solitamente faccio). Ho passato quasi tutto il tempo a: apparecchiare la tavola, preparare antipastini che poi nessuno ha mangiato perchè c'era pure la pizza, spazzare e pulire il tavolo. Quando poi finalmente mi sono liberata dalle mie faccende domestiche (perchè, seppure non sia una maniaca ossessiva-complulsiva dell'ordine e della disinfezione totale, non sopporto il disordine e lo schifo per tutta la casa a lungo termine) le mie amiche si erano accasciate sul divano beatamente dormienti (wow!) mentre i ragazzi erano giù in tavernetta a giocare a ping-pong tra gli schiamazzi vari. Ah, mi hanno pure perso una pallina. A concludere il tutto c'è stato l'avvio di una discussione sugli omosessuali (galeotto fu il tg5, o era il tgcom? Boh) in cui finalmente sono riuscita a trovare un pertugio nel ragionamento fallace di Davide, complice Stefano, lasciandolo per la prima volta perplesso (haimè ho alcuni amici omofobi, purtroppo).  Non starò qui ad elencare i pro e i contro nella nostra discussione perchè sarebbe sprecato in questo racconto che vorrebbe essere abbastanza leggero e suonare un po' sarcastico (se ci riesco), al massimo potrei dedicarci uno spazio esclusivo in un altro post. Anche se devo ammettere che questa parte della serata è stata la più interessante per me, perchè mi sono lanciata in una bella invettiva appassionata, tant'è che Nico mi ha detto (bonariamente, s'intende) "Anastà, ma chi te lo fa fare?". Insieme a Stefano sono sempre stata l'unica ad esprimere il mio dissenso per i loro pregiudizi idioti, solo che essendo fondamentalmente una contro tanti, chiaramente vincevano sempre loro con i loro sofismi e devo dire che le mie doti retoriche non mi hanno molto aiutata. Piccole digressioni a parte, alla fine li ho dovuti quasi cacciare di casa alle tre e mezza perchè stamani avrei dovuto studiare (a proposito, voglia di studiare saltami addosso perchè sto abbastanza nella merda e non ne sono nemmeno del tutto cosciente, temo che arriverò all'esame con livelli di menefregismo pericolosamente tendenti a più infinito stavolta), dunque li ho lasciati andare via che ormai l'incazzatura per il portaombrelli era praticamente sparita e mi era ritornata più o meno l'allegria, a parte la foga per l'orario. Non riesco a tenere loro il muso per troppo tempo. Per fortuna per loro non mi hanno devastato il salotto (il lampadario però me lo vedevo proprio male), se no avrei distribuito isteria gratuita che manco durante la sindrome premestruale e avrei potuto seriamente commettere qualche omicidio. Paradossalmente quando ho comunicato a mia madre dell'infausta perdita non mi sono dovuta sorbire paranoie varie (quella schifezza l'aveva comprata proprio lei), per cui direi che non mi è andata poi così male.

Bilancio di questi giorni: tutto sommato positivo. Sono riuscita a prendermi i miei ritmi una volta tanto (anche se non so quanto possa essere un bene) ma soprattutto a saltare qualche pasto quando volevo io senza mia madre a guardarmi storto, ad avere pace e silenzio in cui sprofondare e da cui farmi cullare. Da quando sono tornati questa sera il mio tasso di acidità si è leggermente re-inclinato verso l'alto (era troppo bello per essere vero!). Più che acidità però, forse ho provato un senso di fastidio perchè avrei voluto continuare a stare da sola, avvertivo la loro presenza quasi come un'intrusione. Non è una cosa bellissima, me ne rendo conto, ma è la verità, così come lo è il fatto che non ho sentito affatto la loro mancanza, come mi è sempre successo quando partivo per conto mio. Ho avvertito fastidio anche quando il parentado mi invitava a pranzo per evitare di farmi stare sola in questi giorni (che poi, effettivamente, ho mangiato sola a casa mia soltanto per un giorno causa feste comandate), tanto che ho dovuto dire chiaro e tondo a mia zia che lunedì era mio esplicito volere rimanere sola a pranzo. In fondo a me la solitudine un po' piace.

sabato 5 dicembre 2009

Ordine del giorno: la verità più varie ed eventuali

Credo sia arrivato il momento che non volevo arrivasse mai. Il momento in cui le crepe del muro che avevo eretto per proteggermi dalla realtà si sono definitivamente aperte e l'hanno sbriciolato al suolo, lasciandomi nuda e indifesa di fronte alla verità, che naturalmente era ovvia per tutti, tranne che per me, evidentemente. Lui non mi amava più. Semplice. Cosa c'era di più da capire? Cosa c'era da negare? Era chiaro come il sole ma a quanto pare io avevo messo gli occhiali scuri o proprio i paraocchi, fate voi. Era effettivamente la cosa più logica che potessero dirmi. Solo che non so perchè, a sentirmelo dire, per i primi secondi ho pensato che fosse un'eresia. Poi è arrivato lo shock, infine la rassegnazione. Sono stata (volutamente) una stupida, tutto qua. Niente di più cristallino e spiazzante di un'amara (ma sana) verità.


Per il resto, anche stasera me ne starò a casa in compagnia di me stessa, dato che i miei genitori con quel mostriciattolo di mio fratello sono partiti per esplorare i mercatini di Natale di mezzo Nord-Est e i miei amici ritorneranno ancora Voi Sapete Dove per starci fino a domattina. Io non ci andrò essenzialmente per due motivi: 1) io quel posto lo odio (come ho già ampiamente illustrato un paio di post fa) e 2) anche a fare uno sforzo e a volerci andare per amor di compagnia non potrei perchè domattina devo seriamente cominciare a studiare per un esonero fissato per settimana prossima (ergo non posso andare a dormire alle 7 e svegliarmi alle 2), dato che la mia voglia di studiare latita da un po' di tempo. Chiara mi aveva pregata di avvasarla quando i miei amici fossero andati in disco così sarei potuta uscire con la sua comitiva, però non lo so, mi sento una stupida a dirle "Hei Chià, stasera i miei amici non ci sono, posso uscire con te?". Mi sentirei sul serio un'opportunista oltre che fuori luogo. Dunque, per stasera, non mi rimane altro che formare un cratere sul divano nuovo del mio salotto.


Ah e dimenticavo la ciliegina sulla torta! Avendo casa libera, avevo organizzato con tanto entusiasmo una serata con la mia ciurma per domani sera ma ho scoperto solo poco fa che le uniche due ragazze del gruppo (oltre me), che poi sono pure sorelle (che culo!), sono impegnate perchè è l'onomastico del nonno. Si, perchè domani a Bari è San Nicola e naturalmente, essendo questo il protettore della città, i tre quarti della popolazione maschile barese e dei paesi limitrofi porta quel nome in suo onore. Che fantasia, eh? Ma dico io, i genitori del nonno delle mie amiche non potevano mettersi un po' più d'impegno?? Proprio quel nome gli dovevano mettere?? Proprio a lui?? Bastava il nome di un altro Santo vattelappesca, qualsiasi altro nome, ma proprio quello no, cavolo! Eccheppalle!! Mi hanno fatto andre in fumo la serata, perchè è chiaro che non posso invitare a casa mia solo i ragazzi (e non per questioni di pudore o di stronzate affini, loro per me sono come fratelli, più che altro sarei l'unica ragazza in mezzo ad un branco di selvaggi che si ingozzerebbero come iene, senza nessuno con cui parlare un po'). Bah. Maledire San Nicola potrebbe essere un'idea ma credo che non darà comunque i frutti sperati e potrei eventualmente anche guadagnarmi un viaggetto omaggio all'Inferno per il resto della mia esistenza. Oddio, da un lato mi dico "poco male", tanto se fossi Cristiana sarei comunque già dannata.


L'unica cosa certa è che se in futuro avrò un figlio, sicuramente non si chiamerà Nicola.

giovedì 3 dicembre 2009

Il Vento della mia Passione

A volte mi sembra di stare perdendo il tempo che ho a disposizione. A volte mi sembra di non essere coraggiosa abbastanza da seguire ciò che mi dice la mia testa, o meglio, parte di essa. "Salvati", mi dice. "Hai una vita sola e non provare nemmeno a fare una pazzia più grande di te è uno spreco". A volte mi sento una stupida a seguire delle stupide regole che non mi condurranno a niente, se non ad una vita noiosamente ordinaria. Amo ciò che studio ma a volte mi viene in mente di rivoluzionare la mia esistenza per qualcosa che, se possibile, amo ancora di più della psicologia: la mia libertà. Vorrei laurearmi e diventare una psicoterapeuta, questo è il mio sogno e mi sto impegnando per fare si che diventi realtà. Ma dopo? Cosa ci sarà dopo? Non parlo del lavoro. Se mi fossi preoccupata di studiare per trovare subito lavoro sarei stata cosciente abbastanza da intraprendere un percorso di studi che avrei odiato profondamente ma che poi mi avrebbe assicurato il pane quitidiano e anche di più, come avrebbero voluto i miei genitori. Non ho scelto di essere devota al Dio denaro, non chiedo alla vita la ricchezza, chiedo alla Vita un Vita Vera, la Mia Vita. Voglio dedicare la mia vita alla Passione. Se credessi in un Dio, probabilmente sarebbe proprio lei. Nulla ha senso senza la Passione. Ed è per questo che continuo a chiedermi cosa ci sarà dopo. Dopo essermi laureata, dopo essermi specializzata, quale sarà il mio destino? Probabilmente sarò costretta a trasferirmi in un grigia, triste e monotona cittadina del Nord, ad abbandonare per sempre la mia bellissima terra, il mio amatissimo mare e il calore del sole estivo della Puglia per condurre un'intera vita grigia, triste e monotona. Forse potrei sposarmi, avere dei figli e dividere la mia banale esistenza tra la mia bella casa con il giardino e magari anche un cane, i miei eventuali figli e marito e il lavoro che tanto amerei fare. Ma mi basterebbe condurre una vita così? Sarebbe davvero questo quello che vorrei? A volte me lo chiedo e la mia risposta non è poi così scontata. Spesso mi capita di sognare ad occhi aperti di farmi coraggio, di seguire quella voce nella mia testa, di fregarmene delle convenzioni, di mia madre, degli obblighi inesistenti di condurre la vita che ha caratterizzato la mia famiglia da generazioni e generazioni e scappare via nel mondo. Scappare via di qui, si, ma per andare incontro a qualcosa di meglio. Vivere da nomade e da selvaggia, permettere al mio spirito e al mio corpo di vagare insieme, instancabili, trovare uno spirito affine al mio e continuare a vagare uniti, svegliarmi la mattina e non sapere mai cosa aspettarmi da un nuovo giorno. Sogno di cavalcare in praterie lontane, profumate e solitarie, come una selvaggia, oppure di correre a piedi nudi su immensi prati verdeggianti e poi stendermi a pancia in su e farmi baciare dal calore. Sogno di camminare ore e ore in riva ad una spiaggia deserta al tramonto o di vedere nascere il sole, seduta sulla sabbia, per tutta la vita così. Sogno di esplorare boschi e savane e foreste tropicali. Sogno di stare alla finestra di una baita, avvolta in un maglione più grosso di tre taglie, con una tazza di cioccolata calda fumante in mano a guardare i fiocchi di neve che si depositano sulle montagne più alte del mondo. Sogno di tuffarmi da una scogliera altissima e urlare per la gioia e l'adrenalina. Sogno semplicemente di gustare tutta la bellezza che c'è nel mondo, di inebriarmi e di essere felice. Vorrei. Vorrei essere uno spirito totalmente selvaggio e non lacerato in due, non ibrido, costretto a lottare ogni giorno con se stesso.

Il mio però rimarrà solo un sogno, solo una delle tante cose dette e mai fatte. Come quando prometti ad un amico lontano che lo andrai a trovare.
 

lunedì 30 novembre 2009

A.A.A. CERCASI AMICI ALTERNATIVI E/O COMUNISTI

A.A.A.  CERCASI AMICI ALTERNATIVI E/O COMUNISTI PER SERATE DI GRANDI BEVUTE E POGO. Alla fine lo metterò sul serio l'annuncio. Adoro i miei amici, ma spesso sono così diversi da me. Ma dico...ma mi ci vedete, voi, che ballo sfrenatamente (si può dire??) sulle mie nuove scarpe da 11 in discoteca con tutti quei tizi appiccicosi il cui più grande talento è al massimo quello di strusciarsi al tuo fondoschiena? Io?? Proprio io, che a malapena oggi riuscivo a restare in piedi con quell'aria da trampolista ubriaco? Che frustrazione. Con loro sto bene, parliamo di tutto, mi ascoltano, mi sostengono ma quando tirano fuori la loro anima da discotecari io tendo a dileguarmi nel nulla. Proprio non lo sopporto quel posto. Ci sono andata poche volte a ballare con loro e quelle poche volte avrei voluto sprofondare nel pavimento risucchiata da una voragine infernale (preferibilmente nella maniera meno teatrale possibile) oppure sapermi mimetizzare con il bancone degli alcolici o magari con qualche sgabello. Non ho l'anima da discotecara, affatto. Non sono "Miss Coordinazione Motoria", no di certo. Non ho una gran fantasia nei movimenti ma ripeto sempre quei pochi meccanici passi che mi riescono decentemente e, a dirla tutta, non è un granchè da vedere. Non sono brava nei balli di coppia e/o nelle interazioni in genere, proprio non riesco ad andare in sintonia con gli altri (specie se si tratta di balli latino-americani, quelli sono il mio incubo peggiore). Non sono la classica gnoccona da discoteca: alta ("alta" , mi viene da ridere solo a pensarci), magrissima (ultimamente il rapporto con il mio corpo sta un tantino peggiorando, quindi meno lo mostro e meglio è per la mia autostima), bona e tantomeno gattamorta. E poi, fondamentalmente, mi vergogno come una ladra. Si, mi sento un'idiota, poco a mio agio. A vedermi non si direbbe, sembrerei spigliata e spensierata, ma riesco a stento a resistere all'impulso di scappare dalla pista. Un bell'impegno. Non sono proprio una discotecara. Preferisco un pub (a tema magari), un tavolo e una sana chiacchiera tra amici davanti a una buona bevanda e qualcosa da mangiare. A volte non nascondo che mi piacerebbe trovare qualcuno che si accontenti solo di questo, che condivida questo mio modo alternativo di divertirmi e stare bene con un amico, qualcuno che sia ben sintonizzato sulle mie frequenze. Allora, dovrei cambiare stazione?

sabato 28 novembre 2009

I'm empty

Mi manca. Inutile negarlo, è da stupidi e da immaturi. Ogni volta che rimetto piede in un posto dove siamo stati insieme, ascolto una canzone che mi ricorda lui, una delle nostre canzoni, una strana malinconia mi assale ma non riesco a piangere. Vorrei farlo ma non viene fuori nemmeno la metà di una mezza lacrima. Mi sento arida dentro, come svuotata. E' come se fossi vuota, si. E' come se avesse portato via con lui anche l'amore che avevo dentro, per questo non ho reazioni o se ce le ho sono molto attutite. E' riuscito a strapparmi tutto. E quel vuoto che ho nella mia pancia, quel nulla che mi è rimasto, lo sto ulteriormente ampliando, ne corrodo i confini, come quando si brucia un foglio di carta, ardendo, il buco si allarga piano piano dal centro fino a distruggere interamente il foglio. Mi corrodo pensando che nemmeno lui reagisce, che non ha proprio capito che se solo mi dimostrasse ciò che prova, se solo mi dimostrasse che vuole cambiare per me, se me lo dimostrasse con i fatti e non con le parole io lo accoglierei per l'ultima volta. Ma lui non si muove, rimane immobile e questa, per me, è già una risposta, anche se non quella che mi aspettavo, che avrei gradito sentire da lui. E tutto questo mi fa ancora più male. Pensarlo e ammetterlo mi fa male. Abbiamo creato un deserto. Come siamo arrivati fino a qui? Come abbiamo fatto? Dove siamo finiti? Allora non è vero quello che dicono, l'amore non è più forte di qualsiasi cosa, è solo un bellissimo bicchiere di fragile cristallo. Ma a me non serve a niente la sua bellezza. Preferisco qualcosa di meno aggraziato ma più forte, come una quercia. Ecco, vorrei un amore forte e duraturo come una quercia, imponente, resistente alle intemperie che ne scalfiscono il lungo corso di vita, che la segnano ma non la abbattono. Forse la mia quercia non eri tu, amore mio, forse dovevi solo essere quel bellissimo bicchiere di cristallo,il mio, il primo, l'amore puro che è però troppo sottile per essere l'amore di una vita. Come può un bicchiere trasformarsi in una quercia? E può? Forse no. Però eri così bello che non riesco a capacitarmi di averti rotto per sempre.


Lacrime.

lunedì 23 novembre 2009

domenica 22 novembre 2009

Credo di aver dimenticato  cosa significhi essere amata. Se vogliamo, di fatto, ormai è un anno che non mi sento veramente così. Forse semplicemente non mi meritava, forse io merito di più e ho troppo poca autostima per capirlo. Non lo so. Forse sbattere la testa così tante, troppe, volte mi è alla fine servito. Forse mi sto svegliando adesso. In questo preciso istante sto pensando al futuro con meno paura di prima. In fondo, che sarà mai? Dovrò morire insieme a questa storia? No. Rimarrò viva. Sanguinante, dolorante, ma viva. Non lo so se mi basterà per consolarmi così come non so se fra cinque minuti starò ancora credendo a quello che sto scrivendo ora. Probabilmente no. Probabilmente cadrò nuovamente nello sconforto e cambierò umore all'infinito, oscillerò fra angoscia ed estasi finchè non mi abituerò a rassegnarmi e non sentirò la necessità di respirare di nuovo. Dopotutto credo di averne diritto. Tutto passa e questa volta credo di volere che davverò sia così. 

venerdì 20 novembre 2009

LASCIATE LA VOSTRA LIBERA OFFERTA DI FORZA

Salvatemi da me stessa, salvatemi da me stessa vi dico! Vi prego! Salvatemi dal mio masochismo, salvatemi dal mio non rispetto per me stessa, salvate la mia dignità, vi prego! Datemi la forza per andare avanti, io non ce l'ho, ho bisogno di raccoglierla da fuori, ho bisogno di tanta forza, tanta, un bisogno smodato perchè non posso fermarmi ma devo continuare a camminare, a parlare, ad urlare per coprire il suono di questo dolore, per allontanarmene. La stasi mi farebbe solo impazzire, tenete la mia mente occupata o il mio cuore avrà il sopravvento. Non vi chiedo molto. Una parola, un saluto, un briciolo della vostra volontà perchè la mia è annientata completamente. Ditemi che non devo tornare da lui, ditemi che non devo farlo. Mi trasformerò in un contenitore ed elemosinerò forza di volontà, pensieri, saluti, parole qualsiasi cosa pur di tenere il mio tempo e la mia mente pregni, pur di annientare il mio cuore che non mi porterà lontano ma continuerà a legarmi ad una dolce tortura. Ho bisogno di liberarmi, vi supplico, aiutatemi. Gridare è l'unica cosa che posso fare, tenermi dentro questo peso mi corrode, la mia amata solitudine adesso è la mia peggior nemica. Devo vivere, io devo e voglio vivere!


Scrivete qualsiasi cosa, qualsiasi ma impeditemi di (non) ragionare.

giovedì 12 novembre 2009

Non sono Io che parlo

Sto pensando a tante cose ora. Sto pensando che voglio andare oltre, non solo spostarmi fisicamente in un altro luogo e rimanerci in pianta stabile oppure muovermi in continuazione ma non ritornare mai più qui; andare oltre le cose, in senso figurato. Oltre le apparenze, esplorare le profindità di questa umanità tristemente sola e tristemente ridicola allo stesso tempo. Ascoltare le storie di qualcuno per entrare nel suo dolore e condividerlo, amare, un po' nel senso schpenhaueriano del termine,  se vogliamo. Dare me stessa agli altri, spendere una vita a caricarsi di pesi per poi scrollarli stanca e sola in una piccola stanza. Sto pensando che voglio cambiare qualcosa in questa vita ma non so esattamente cosa, sto pensando che non voglio vivere continuamente sprecando i miei giorni, che voglio fare un salto di qualità, voglio entrare nel vivo delle cose. Voglio lottare. Non importa se mi sconfiggono ma voglio dare il massimo e quello mi basta, alla fine posso sempre rialzarmi e ricominciare. Sto pensando all'eco ormai sorda delle amicizie e alla mia immotivata gelosia perchè le cose cambiano. Sto pensando ai ricordi lontani di un amore ormai consumato che non voglio ancora accettare. Sto pensando all'impossibilità assoluta e alla speranza più pura.


Questo messaggio sparirà dalla tua mente entro 10 secondi...


10


9


8


7


6


5


4


3


2


1


...


BOOOOM!!


Coscienza resettata.

sabato 7 novembre 2009

"Mi dispiace che tu stia soffrendo per la lontananza di Mary (spero di non aver preso un granchio) ma purtroppo nella vita a volte le strade si dividono, si cresce e piano piano ci si allontana anche da quelle persone che ritenevamo importanti... . Però non è sempre così, se ci si vuole bene si rimane sempre legati e non ci si separa mai davvero...potrete essere separate fisicamente ma il legame non si spezzerà e riuscirete sempre a mantenervi in contatto gestendo bene i vostri rispettivi impegni... . Spero tanto che per voi sarà così. Un bacio.. ."


E' buffo. A volte ci capita di leggere cose giuste proprio nel momento giusto, quando crediamo che siano state scritte apposta per noi. Questo è uno di quei momenti.  Ripassavo dal blog  di una mia amica per aggiornarmi un po' e tra dei vecchi post ho ritrovato questo mio vecchio commento. Vecchio non tanto perchè io l'abbia scritto qualche mese fa (quindi, a pensarci, nemmeno poi così tanto datato), piuttosto per il suo contenuto. Mi sono accorta di averlo scritto in preda ad una visione diversa del mondo, in un periodo della mia vita molto differente da quello che sto vivendo ora, un periodo in cui credevo di più negli altri, in quelli che mi stavano intorno assiduamente. In quel commento erano condensate molte cose, come ad esempio l'amore per i miei amici o, camuffati, i motivi che mi avevano spinta a ritornare da lui qualche tempo prima di scrivere ciò che ho riportato in questo post. E' buffo, lo ripeto. E' buffo come tutto ciò in cui credevi possa venire meno, come quando manca la terra sotto i piedi. Quando ho scritto quella citazione ero contenta di poter pensare di avere un gruppo di riferimento, un punto fermo, delle persone su cui fare affidamento, a cui raccontare di me ed essere capita, persone che non mi avrebbero mai abbandonata, persone con cui avevo affiatamento speciale, che tenevano a me esattamente quanto io tenevo a loro. Ed è forse buffo, se vogliamo vederla da una prospettiva forse ormai rassegnata che ho sempre rifiutato di adottare, pensare che ora quasi non mi riconosco in quello che ho scritto, che sono sola come tutti quelli che mi avvisavano di non credere all'amicizia vera, che gli uomini si aggregano solo per convenienza e vanno dove li porta il vento. La solita illusa e perdente (inguaribile?) utopica. Forse tutto questo mi è servito per svegliarmi. Che amarezza, che vita arida si prospetta. Io non ho più parole, piango dentro al solo pensiero di ciò che ho scritto. Mi sento rassegnata e questa è la cosa più grave. La vita sta facendo il suo dovere.

mercoledì 4 novembre 2009

I miei Super-io

La odio. La odio. La odio! Super-io vivente del cazzo! Ne ho già uno e mi basta, perchè è impregnato della sua maledettissima immagine! Continua con le sue subdole tecniche, continua con la sua opera di distruzione indiscriminata, di demolizione di me stessa, di rifiuto di qualsiasi forma di comprensione! Ho iniziato da solo tre settimane, solo tre stramaledettissime settimane del cazzo, Cristo santo! Ma naturalmente Iei ha già tirato le sue illustri somme, continua ad invadermi senza rispetto, come ha fatto da quando sono nata finchè non ho iniziato ad avere la forza per contrastarla (ma, haimè, non del tutto, una parte di lei è anche dentro e non so come distruggerla), continua ad esercitare ingiustamente pressioni che non dovrebbe esercitare perchè (si, sono presuntuosa da questo punto di vista e a buona ragione, me lo posso permettere) non me le merito. Non mi merito che non mi venga data fiducia dopo innumerevoli dimostrazioni del mio valore, non mi merito che vengano fatte determinate asserzioni sul mio conto senza fondamento alcuno bensì su semplici sensazioni (perchè lei ha mai avuto intuito materno, mi chiedo?), non mi merito di dover ricominciare sempre tutto daccapo, come se non mi conoscesse, non mi merito che lei osi anche solo lontanamente pensare che tutti i miei successi, le mie vittorie, i miei traguardi li ho conseguiti e raggiunti solo ed esclusivamente grazia alla sua ingombrante presenza nella mia vita interna ed esterna. Questo no, questo è troppo. Cos'altro vuole di più da me? Cos'altro le dovrei dimostrare? Dovrei averci già fatto il callo ma non mi abituo mai. Perdo puntualmente le staffe, una rabbia cieca mi sale da dentro invadendomi, sarei capace di perdere totalmente il controllo di me per una sola parola fuori posto in più. Perchè tutto ciò che dice è sempre, sgradevolmente, fuori posto. Non è mai stata capace di apprezzarmi per quella che sono ma solo per ciò che appaio alla fine di tutto.  Per lei sono semplicemente un fenomeno da baraccone da mostrare agli altri per bearsi e vantarsi di luce riflessa. La figlioletta apparentemente modello che le permette di dissimulare con finta modestia la sua superbia e la costante voglia di vincere le competizioni con gli altri, che altro non dimostra se non il suo implicito senso di inferiorità. Non si meriterebbe nemmeno che le dedicassi tutto questo tempo e questo spazio ma purtroppo mi ha talmente impregnata di sè che non riesco a liberarmene più. La cosa che più mi spaventa è la possibilità di ripetere i suoi errori. Sarebbe come non tenere fede ad una promessa che so già che non manterrò mai fino in fondo. Sono destinata a portarmi dietro un retaggio non voluto. E' per questo motivo che ormai con lei reitero e rafforzo sempre più comportamenti solo aggressivi, ormai è l'unica modalità interazionale che mi sia possibile usare. Devo difendermi sempre e comunque da tutto ciò che dice, anche per partito preso. La verità è che lei e con lei tutti gli altri intorno a me, hanno sempre preteso il massimo, il meglio, troppo e il peggio è che io non ho mai mancato alle loro aspettative. Il peggio è che non ho mai procurato loro una delusione, che non sono mai caduta e questo è terribile. E' terribile perchè si sono costruiti un'immagine pericolosamente perfetta di me, che non lascia spazio a debolezze, anche le più stupide. E' terribile perchè mi sento imprigionata in una gabbia dorata che mi dona una luce che non mi merito e che allo stesso tempo è la mia maledizione. Mi stringe e mi soffoca, come se anche per me respirare ogni tanto non fosse necessario. Ma io sono umana.

sabato 10 ottobre 2009

Forse hanno ragione loro, forse l'hanno sempre avuta. L'amore non esiste, mi arrendo. E forse continuano ad avere ragione loro. Sono solo una che sa predicare bene e poi razzola male. Sono semplicemente un'incoerente che finge di essere superiore ma poi è peggio di tutti gli altri messi insieme. Credo che l'unica cosa logicamente possibile ora sarebbe arrendermi all'evidenza dei fatti. Le mie esperienze (per quel poco che possono contare) e quelle altrui. E ti prego Ale stavolta non dire niente, non dire che sono bella, non dire che ho la capacità di guardarmi dentro come nessuno sa fare, perchè non è vero. Non è vero. Perchè lo sanno fare tutti quello che faccio io, molti più di quanti non potresti immaginare. Dunque io, più degli altri, non ho proprio niente. Smetto di nascondermi dietro la maschera della mia presunta unicità e specialità. No, non lo sono. E non sto scrivendo queste cose per autocommiserazione. Se ne siete convinti, per quanto mi riguarda, potete smettere di leggere in questo momento. Semplicemente, lo sto facendo perchè mi attengo a ciò che ho esperito stasera e vi posso dire che sono abbastanza giù. E' difficile ammetterlo per me. Come essere umano devo cercare di giustificare sempre ciò che faccio e che penso, devo salvaguardare la mia autostima e la mia identità. Oggi mi avete buttata nel fango ed è forse li il mio posto.  La mia è solo apparenza, sono una ragazzina stupida e viziata come qualsiasi altra, che gioca solo a fare la sapientona dall'alto del suo evanescente pulpito. Adesso basta, mi arrendo. Scendo. Avete ragione voi. L'avete sempre avuta. Non fiaterò più e mi arrenderò a vivere nella mia mediocrità, spengo tutto. Spengo i sogni, spengo le speranze. Noi esseri umani siamo solo egoisticamente portati verso l'aggregazione per convenienza, nè più nè meno. Quello che viene definito "amore" è solo una di queste tante forme. Se troviamo qualcosa di meglio, cambiamo compagnia senza pensarci troppo. Siamo promiscui per natura e agendo principalmente d'istinto siamo portati al tradimento e a farci del male vicendevolmente per ricercare il piacere, la soddisfazione e/o il potere che soliamo denominare come "Felicità". Parola grossa. Ogni volta che arriviamo ad uno scopo ce ne prefiggiamo subito un altro, dimenticandoci, privando di sognificato ogni conquista precedente.  Dunque la felicità non esiste perchè siamo troppo egoisti per smettere di ricercare e bastare a noi stessi. Mi arrendo e con questa resa muore un po' una parte di me stessa. Chiuso l'argomento.


Non dite niente.

venerdì 2 ottobre 2009

A quale mondo appartengo? Qual è la maschera  che più mi rappresenta? Quante ne ho? Chisonocosavogliodovevado?


Solite domande. Solite (non)risposte.

mercoledì 23 settembre 2009

vuoto vuoto vuoto vuoto vuoto vuoto vuoto vuoto niente ha senso io non esisto ma cosa penso veramente cosa sento veramente cosa sono chi sono perchè cosa devo fare raggiungere felicità strada confusione dolore dolore dolore karma mi sta bene merito molto peggio imparerò lezione amore amore amore amore amore VERO felicità


non raggiungerò mai ciò che voglio, impossibile. inesistente


non sono di questo mondo, non sono per questo mondo, niente affatto.

domenica 20 settembre 2009

?

A volte mi chiedo se in questo immenso mare di anime che si chiama "Mondo" ne esista davvero una affine alla mia, qualcuna con cui condividere tutto di me stessa, completamente, che non mi obblighi a mostrami a rate, come se fossi divisa in tanti pezzettini di un puzzle e per ognuno che incontro dovessi tirare fuori quello che combacia e lasciare dentro tutto il resto. Qualcuno che mi capisca incondizionatamente, con cui condividere questa maratona ad ostacoli. Fin'ora non ho mai trovato nessuno. Dovrei non pensarci, credo. Si.

venerdì 18 settembre 2009

Odio mia madre. Mi deve sempre far passare per una cogliona decerebrata senza spina dorsale che si fa mettere i piedi in testa! Mavaffanculo!

domenica 13 settembre 2009

Un Fatto Ovvio

Fino a che punto puoi combattere contro i mulini a vento? Forse fino a quando non capisci sul serio che sei stanca, che non vale la pena sforzarsi tanto per ottenere un misero pugno d'aria, fino a che sai che guardandoti indietro non avrai finalmente più rimpianti perchè hai fatto tutto ciò che era in tuo potere e non c'è davvero, davvero più nulla da fare ormai. Beh, io, a quel momento, mi ci sto seriamente avvicinando.

giovedì 13 agosto 2009

Ain't it over 'till it's over

Non sarà finita finchè non sarà finita sul serio. Io combatterò per averti e recuperarti. Possiamo farcela a ritornare felici, io ci credo e ti aiuterò a cercare di dimenticare. Non rinuncerò a te senza lottare, non starò ferma a guardare. Ce la faremo, vedrai. Non sarà finita finchè non saremo dilaniati dal nostro stesso amore, finchè non saremo a terra allo stremo delle forze. Per ora non sono completamente senza vita, posso ancora rialzarmi e non mi arrendo così facilmente.


Ain't it over 'till it's over

What goes around comes around

E dopo tanti mesi sono ancora qui, davanti a questo schermo, a descrivere le stesse condizioni di tanti mesi fa e dalle quali forse non sono mai uscita, a scrivere delle stesse sensazioni di impotenza. Ma stavolta non ho le stesse possibilità di uscirne. Stavolta non dipende più da me. Stavolta, è stato lui a ripagarmi con la stessa moneta. Stavolta è stato lui a lasciarmi.


Non sai che vuoto mi stai lasciando dentro, dopo esserti portato per sempre con te un pezzo della mia anima. Non sai cosa mi urla in petto, adesso. Non saprai mai che taglio profondo mi hai lasciato e non capisci che sta sanguinando a morte e che le mie ferite non si rimargineranno, non per ora. Vorrei urlare per il dolore come ho fatto mesi fa, ma non ci riesco, ormai mi mancano persino le forze. Non ho più nemmeno la forza di essere umana. Non so in cosa mi hai trasformata. Ho esaurito anche tutte le lacrime. Non mi è rimasto più niente, solo la presenza costante della tua assenza. Stavolta devo farcela e devo farlo per sopravvivere, devo farlo solo per me stessa. Stavolta non ho più l'onere di proteggerti perchè tu mi hai inflitto le stesse ferite che io ti avevo inflitto. Adesso non siamo più niente. Non siamo nemici, ne amici. Siamo solo vuoto, freddo e oscurità, siamo spariti nel nulla così come dal nulla ci eravamo uniti. E' un po' come morire, non esistere più. Il che, forse, è anche peggio dell'odio. 


Ora, tu hai provato le mie stesse sensazioni e io le tue, siamo pari adesso.


Scusate, ma non riesco a scrivere più niente.


"Le ondate di dolore da cui prima ero stata appena sfiorata ora si innalzavano di fronte a me e mi si infrangevano addosso, trascinandomi giù. E dal fondo non riemersi."


                                                                                                                                    (New Moon - Stephenie Meyer)


 

martedì 4 agosto 2009

Sfiga da cinema

Ma chi è che fa entrare nei cinema le ragazzine al di sotto dei 16 anni?? Anzi, più che proibire l'ingresso alle minori di 16 io lo vieterei proprio alla fascia che va dai 13 (età in cui si fanno sentire i primi lievi scompensi in alcune aree cerebrali, manifestati con gridolini eccitati alla minima allusione sessuale, che possono portare alla paralisi facciale in una perenne espressione inebetita o ancora, con urla spaccatimpani le cui cause possono avere svariate origini, come ad esempio una pulce che scoreggia mentre il protagonista sta per essere scoperto ad orgliare i perfidi piani orditi dal cattivo di turno) fino ai 15 e mezzo/16 quando possono arrivare all'apice della demenza senile precoce (nei casi meno gravi). Io mi chiedo se sia umanamente possibile, per chi ha molta meno pazienza di me, sopportare nella fila d'avanti delle giovani oche allupate che manco a due minuti dall'inizio del film cominciano a gridare per la paura. Ora, io posso capire che la prospettiva di avere dinanzi agli occhi quel bel bocciuolo di Daniel Radcliffe per circa un paio d'ore possa far schizzare alle stelle la quantità di ormoni in circolo ma non mi sembra il caso di farla tanto lunga per un fantasy che non farebbe venire un'infarto manco alla mia bisnonna (pace all'anima sua)! Naturalmente, per quanta pazienza io possa serbare, tutto ha un limite e dopo un'ora e mezza di urla, alzate per la prima, la seconda e pure la terza pipì, per i pop corn, scorazzate gratuite nei corridoi della sala (naturalmente sempre urlando - forse era un loro modo di comunicare ispirato ai primati e non mi chiedete per quale arcano motivo), i miei istinti omicidi verso le suddette cerebrolese non erano poi più così tanto latenti. Arrivata al culmine della mia furia mi sono decisa ad assestare un calcio preciso e potente (ma soprattutto RUMOROSO) in direzione della sedia d'avanti alla mia, più o meno all'altezza del cervelletto di una qualsiasi di loro (chissà, magari...). Ovviamente il silenzio è durato per un minuto e nemmeno. Mi sono dovuta rassegnare.


Per il resto il film era troppo sbrodoloso, nel senso che è stato forse troppo lungo e secondo me si sono persi troppo a gingillare su alcuni aspetti relativamente marginali del sesto episodio della fortunata saga della Rowling. Molto (troppo) incentrato sulle storie d'amore nate/in crescita (in particolar modo quella tra Ron ed Hermione, perchè la storia tra Harry e Ginny se la sono filata un po' di striscio e l'hanno accomodata con un semplice bacetto che sembrava nato dal nulla, dato che solo chi ha letto il libro poteva giustificare quella conclusione per una storia che non ha avuto la giusta evoluzione nel film, a mio parere) . Molta meno importanza agli argomenti portanti che lo collegano al quinto e al settimo. Vabè, una cosa un po' free(vola) diciamo. In conclusione, uno che non avesse letto il libro non ci avrebbe capito na mazza. Non avendo avuto, poi, la possibilità di vedere il quinto episodio sullo schermo sono rimasta allibita dai cambiamenti di look, nonchè da alcune "new entries" del cast. Vogliamo parlare prima di Ron in versione emo (ommioddio ma come l'hanno conciato quel ragazzone??) oppure della curiosa interprete di Bellatrix Lestrange? Cioè, stiamo parlando di Bellatrix. Stiamo parlando della bella donna alta, bruna e slanciata dalle palpebre pesanti e non di una barbona bassa, tarchiata con le occhiaie dell'insonnia e qualche problema di igiene orale! Per completare il quadretto familiare anche l'interprete della sorella di Bellatrix, Narcissa Malfoy, dava l'idea di una frustrata cinquantenne più che di un pezzo di figa platinata. Insomma, delusione da questo punto di vita. In ogni caso non rinnegherò mai la mia fede di fan sfegatata della saga, sgorbi dei registi a parte (mandateli tutti al rogo, per favore).


Ma che volete farci...quando riesco ad andare al cinema io...

giovedì 30 luglio 2009

Non trovo le parole adatte per un titolo che renda bene l'idea

Io mi sono rotta il cazzo e scusate se è poco. Se non vi piace il turpiloquio potete anche chiudere questa insignificante pagina di diario di un'emerita imbecille quale è la sottoscritta. Poco mi frega. E per vostra informazione io adoro il turpiloquio, non c'è niente di più gratificante da dire quando si è incazzati. Non mi frega più di tanto di sembrare una ragazzina educata in questo momento perchè mi sono rotta il cazzo (ripeto il concetto). Ho tanta di quella rabbia che vorrei urlare. Io sono un'idiota al cubo. Ho sbagliato tutto. Maledetto il giorno in cui ho incontrato lui, maledetto il giorno in cui ho deciso di ficcarmi nella merda intraprendendo con così tanta leggerezza una cosa che sarebbe diventata così seria. Ero inesperta, d'accordo. Ero sempre stata la solita ragazzina sfigata, occhialuta, secchiona e per giunta con l'apparecchio ai denti che nessuno si era mai sognato di filarsi o addirittura di invitare ad uscire. In un certo senso potevo essere la brutta copia della sorella di Polly Pocket, data la mia prorompente statura ( Polly Pocket aveva una sorella??). Questo più o meno fino ai diciott'anni o poco prima. Più o meno fino a quando non sono uscita da quel vortice di indefinite trasformazioni che si chiama "adolescenza" e ho scoperto che ero a tutti gli effetti diventata una donna. Ho scoperto che, tolto l'apparecchio, l'universo a me sconosciuto e denominato come "pianeta dei ragazzi", iniziava ad apprezzare il mio nuovo sorriso e dietro le mie sottili lenti, ad essere ammaliato dai miei "occhioni da cerbiatta". Anche il mio corpo si era trasformato. Era diventato più morbido e dolce rispetto alla mia costituzione estremamente asciutta dell'età infantile. Avevo capito di avere un grande potere nelle mie mani. Il potere del fascino femminile. Era tutta un'altra cosa. Era bello esercitarlo sui ragazzi e sentirsi guardata. Non mi era mai capitato fino ad allora e la sfortuna ha voluto che uno dei primi alieni del pianeta sopracitato ad esserne catturato fosse proprio lui. Lui che mi riempiva di attenzioni come mai nessun'altro aveva saputo fare, lui che mi sembrava tanto vicino al mio modo di pensare, lui che mi sembrava diverso. Iniziò tutto solo per sfizio, almeno da parte mia. E' stato dopo che mi sono rovinata con le mie stesse mani perchè mi sono coinvolta più di quanto non pensassi, più di quanto non pensavo di poter fare. Questo l'ho scoperto solo dopo averlo lasciato, esattamente dopo un anno e tre mesi di relazione stabile. E perchè l'ho lasciato? Perchè gli sguardi degli alieni intorno a me si facevano sempre più presenti e crescevano di numero. Alieni più belli di lui in superficie ma molto, molto marci all'interno. Alieni tentatori che con le lusinghe stuzzicavano in me l'esercizio del potere che mi aveva riscattata da un'adolescenza infelice di quasi emarginazione. E questo mi ha fottuto, perchè ero distratta da lui. E in questo modo non potevo continuare, per cui sarebbe stato meglio darci un taglio se continuare avrebbe dovuto significare scindere la mia mente dal mio corpo.


Continuavo ad esercitare il mio potere ma per puro gusto di farlo e perchè avvertivo uno strano vuoto in sua assenza. In  questo nuovo vuoto un alieno conosciuto per caso è riuscito a catturami quasi completamente. L'alieno era molto, molto bello in superficie e la mia nuova Me si chiedeva come mai una creatura così perfetta fuori, così statuaria, si fosse interessata ad una come me. La creatura aliena, invece, (che in seguito dentro non si è rivelata poi così brutta ma soltanto un pochino troppo semplice per i miei gusti) mi percepiva come desiderabile, con mia grande sorpresa. Non ero mai stata abituata ad essere l'oggetto dell'attenzione di una creatura simile che mi sembrava quasi irraggiungibile. Iniziai persino a ricredermi su me stessa. Quell'alieno non era l'unico. Ce n'erano altri ma nessuno mi andava completamente a genio. Stranamente pensavo ancora al mio primo alieno, ne ero persino gelosa. Dati i sintomi, decisi di ritornare sui miei passi e chiedere una seconda possibilità.  Possibilità concessa. Ma da allora non faccio che buttare il mio orgoglio nel cesso e non posso fare altro se non sopportare e ingoiare lo stesso dolore causato al mio alieno. Ma tutto ha un limite. Sentirmi non indispensabile per lui è troppo, più di quanto io meriti. Sentire che la mia presenza, ora, gli è forse quasi indifferente mi sembra una punizione troppo crudele rispetto al reato di cui mi sono macchiata. Aver smesso di amarlo, non so. Forse averlo amato meno e averlo lasciato prima che la nostra storia potesse diventare un vortice di tradimenti e bugie da parte mia e sofferenza inaudita da parte sua. Aver fermato tutto prima che io potessi cedere alla tentazione di tradire il primo uomo che mi abbia saputa apprezzare come una donna. Non avrei voluto che accadesse perchè non si meritava di soffrire così. Poi ha sofferto lo stesso, ma era inevitabile e non perchè io lo avessi messo da parte per qualcun'altro. Ho fatto di tutto per cercare che non accadesse, questo era il massimo che potessi fare ma ciò che ho fatto allora io dovevo farlo, non c'era altra via d'uscita. Mi sono sforzata al massimo per garantire onestà e trasparenza nel nostro rapporto. Ma tu questo non l'hai mai capito e adesso stai andando oltre. Ti stai avvalendo del fatto che sono stata io la prima ad averti ferito per ferirmi a tua volta. Con la grossa differenza che quando l'ho fatto io non ci provavo gusto in quello che facevo, mentre a me sembra che per te sia proprio così.


 Non so quanto altro potrò sopportare.

venerdì 24 luglio 2009

Apparenze

L'apparenza è quanto di più subdolo, ambiguo e triste possa esistere. Ti lascia in bocca il gusto del dubbio, dell'artificio, di qualcosa che non potrà mai essere genuino. Come se stessi mangiando una sbarra di metallo. Inodore, insapore, che non si lascia attraversare da nulla. E non c'è storia, non ci puoi combattere. Vince sempre lei. E' brutto sentire questo sapore in una persona, in una storia che dovrebbe aspirare alla felicità e invece porta solo sempre più amarezza. Forse ho sbagliato io, ho sbagliato tutto. Fin da quando l'ho conosciuto, ho sbagliato. Ho sbagliato a cercare di rimettere insieme i cocci di un vaso che io stessa avevo distrutto e che dovavano rimnere li a terra, testimoni di una cosa che è stata bellissima ma che non poteva mai più tornare. Nemmeno adesso che sto cercando di ricostruire quel vaso con più impegno di quando lo avevo creato, insieme alle sue mani, sta tornando ad avere la stessa grazia, la stessa bellezza che aveva prima. Per quanto abilmente nascoste, le crepe non possono essere cancellate. E tutto questo sempre e solo per colpa mia. E' mia la colpa se quando è con me non sono più i suoi occhi a guardarmi, la sua bocca a sorridermi e le sue mani non mi cingono più con la stessa tenerezza e la stessa forza di prima. E' mia la colpa se non è più con le sue parole che mi parla. Quel ragazzo è morto da tempo e l'ho ucciso io. Non potrà tornare indietro mai più, ne sono consapevole. Saperlo è frustrante. Tutto è frustrante. Come si comporta, quello che mi dice per giustificarsi. Tutto. Questo è il prezzo che devo pagare ed è molto caro. Anche se sarebbe stata l'ultima cosa al mondo che avrei voluto io l'ho ferito e queste sono le conseguenze, prendere o lasciare. E sarebbe troppo comodo lasciare. Lui non mi ha mai capita fino in fondo, ma anche su questo sorvolo. Non posso pretendere che capisca un gesto per lui quasi mortale. Spero solo che capisca che dopo quasi due mesi in queste condizioni è il caso di abbassare la guardia per entrambi e mettersi d'impegno e cercare per quanto possibile di far tornare tutto simile a prima, o quasi. Perchè io lo amo, anche se non glielo ho ancora ridetto, ma il punto è che non sono più sicura che lui ami me nemmeno con la decima parte dell'intensità con cui sono stata amata prima.

lunedì 20 luglio 2009

Percezioni di me stessa

Io devo chiaramente possedere una qualche forma di istinto di autodistruzione, non si può spegare altrimenti. O meglio, più che me, l'altra parte di me stessa. Quella parte vessatrice e autolesionista che non fa altro che sopprimere, fino a farla sparire, colei che vi sta parlando, che mi annienta. Ci sono sempre stati due istinti in me: uno di libertà e di anticonvenzionalismo e l'altro di ferreo conformismo alle regole assolutamente eccessivo fino ad arrivare all'ossessività. Il problema è che in me si è sempre manifestato prima il secondo, sin da quando ero piccola; il primo è venuto fuori soltanto negli ultimi anni d'adolescenza ed è quindi più debole. Una serie di fattori hanno rafforzato talmente tanto la mia dittatrice che è riuscita ad imbavagliarmi e a farmi marcire nei più reconditi spazi della mia (in)coscienza. In questo preciso istante vi sto parlando dall'antro del mio stomaco (ogni tanto posso uscire), il mio posto preferito per le comunicazioni verso il mondo esterno. E vi dico che io devo quasi essere arrivata all'orlo della follia. Per compiere uno dei tanti doveri che l'altra parte di me mi ha nuovamente imposto sono arrivata a saltare i pasti, a razionalizzare il mio tempo in una maniera da manicomio, a disperarmi per non aver compiuto tutto alla perfezione, a scegliere di tagliare tutto e tutti dalla mia presunta vita sociale, ad indebolirmi sempre più fino a vacillare quando cammino, trovandomi qualche livido ingiustificato ogni tanto. Si, lei deve proprio essere impazzita e molto molto stupida. Ed è difficile da spiegare come io mi senta, ci provo a ribellarmi, ci provo sul serio ma non ce la faccio, non ci riesco. L'istinto suicida è ormai parte di me.  E' inutile, sarò sempre la solita e mi farò sempre del male. Si, io. Perchè infondo lei è parte di me e io sono parte di lei. Ma chi delle due è me stessa?  

lunedì 13 luglio 2009

"Me chiama Libertà, passo."

Mi sento in gabbia. Fatemi uscire, vi prego! Una boccata d'aria non mi basta, io voglio sorsate e sorsate e ancora sorsate di libertà! Fino quasi ad arrivare al punto di rifiutarla per paura di non poterla apprezzare. Non sono abituata a stare per così tanto tempo lontana dal mio mare. La fuori tutti ridono, vivono! Io sono fuori dal tempo, se non fosse per il caldo non mi accorgerei nemmeno in che stagione siamo. E più penso che sto crescendo e che non potrò più essere spensierata come prima, che il tempo per vivere certe cose ormai è finito e non ritornerà mai più, più mi viene voglia di tornare indietro. La verità è che io non sono mai voluta crescere, dentro mi sento ancora una bambina e questo stride alquanto con i miei doveri di giovane adulta ventenne. La vita cambia e mi spaventa, io non posso farci niente e l'impotenza e la logicità di quello che sto dicendo mi spaventano. Forse la mia prigione è proprio questo guscio di adulta, troppo stretto per la mia mente troppo girovaga. Cercherò di strappare qualche altro lembo della mia infanzia finché potrò. E' tutto.

lunedì 8 giugno 2009

La forza della natura

fulmini97


Mi piace l'odore della pioggia estiva.  Quell'odore pungente e così fresco dell'erba bagnata. Ha un nonsochè di divino, di soprannaturale, di magico forse, che mi fa pensare alla novità, alla speranza di rinnovamento. Si, proprio al rinnovamento, alla scoperta di cose che nasceranno. Cose bellissime. E' un 'interpretazione moto personale, forse dettata anche dal mio stato d'animo e dai miei desideri, ma per me è così. Non c'è niente di più bello della natura selvaggia che si scatena e si libera in tutte le sue forme e stasera io ho assistito a qualcosa che per gli altri potrà sembrare banale o vagamente interessante, ma che per me ha grande valenza e fascino: la forza della natura. Quella natura che ha preso le sembianze di una tempesta temibile, tremenda, ma proprio per questo perdutamente incantevole. Ero per caso capitata sul mio balcone (avendo trascorso la totalità del mio tempo di oggi rinchiusa in casa) quando a un tratto ho visto un lampo, poi un fulmine e infine ho sentito il suono attutito di quello che doveva essere un tuono assordante. Una tempesta in mezzo al mare! Mi era capitato di assistere ad un fenomeno simile solo una volta, nel Salento. Lo ricordo ancora. Mi sono letteralmente catapultata sul terrazzo e mi sono goduta uno spettacolo mozzafiato con la Luna piena che osservava placida alle mie spalle. Il temporale era lontano, forse persino vicino le coste Albanesi ma sembrava talmente vicino.. . Il cielo si illuminava a giorno di mille colori facendoci penetrare per qualche frazione di secondo le sue profondità più oscure. I fulmini, irosi, indomabili, multiforma e multicolore, colpivano con forza l'immensa distesa d'acqua come delle enormi fruste. I tuoni impetuosi erano l'avvisaglia della collera della natura e ammonivano chiunque di tenersi alla larga. Il vento spirava da Sud a Nord-Est, sempre più forte, andando incontro al mare come per fomentare quell'esplosione di bellezza. Sembrava un lupo rabbioso mentre mostra i denti e ringhia, orecchie basse, pelo irto e occhi di sangue, poco prima di attaccare. Sto sentendo addosso quella rabbia selvaggia così armoniosa, così pura, così perfetta da sentirmi quasi divina. E dietro di me ancora quella luna con la sua aura di pace e il suo cielo statico così contrastante con lo spettacolo cui io e lei stavamo assistendo esattamente difronte. Quel cielo chiaro alle mie spalle, ignaro di tutto quello che l'avrebbe aspettato. Così sereno, anche se ancora per poco. Potrei vivere anche solo cibandomi di questo, girare il mondo per riempire i miei occhi di bellezza finchè non traboccherebbero di luce e io sarò cieca. Allora però, forse non mi serviranno più, perchè avrò visto abbastanza e sarò in un'altra dimensione, mi servirò di altri mezzi per guardare.


Potrei anche solo immaginare... . 

mercoledì 3 giugno 2009

Sono stanca

Ho voglia di partire. Ho voglia di andare via in qualche posto sconosciuto, magari in Nord Europa e cominciare un'avventura, ripartire da zero, ricostruire tutto daccapo. Come avevo già scritto, da un po' di tempo a questa parte sono molto delusa da tutto ciò che mi circonda. Dalle persone che ritenevo mie amiche e che invece si sono dimostrate solo i soliti opportunisti che alla prima occasione spariscono se trovano qualcosa di meglio o ti voltano le spalle quando fa loro comodo. Persone che non sanno cosa sia la vera amicizia. Sento che tutto intorno a me si sta sgretolando, che sta franando, tutto quanto. Io non l'ho mai fatto. Gli ho sempre cercati, anche quando sapevo che avrei potuto avere tante altre alternative, che magari potevano starmi anche meglio. Ma loro erano miei amici e volevo loro bene, desideravo passare del tempo con loro. Evidentemente io ero l'unica stupida che ci credeva davvero. La maschera che avevo dato alla mia vita sta piano piano crepando e non è più un bel volto di donna ma adesso ha più o meno l'aspetto di una vecchia avvizzita.  Non so di chi potermi fidare davvero, le mie certezze si stanno smaterializzando. Sento solo che ho bisogno di genuinità, tanta genuinità che così raramente ho trovato nelle persone di cui mi sono circondata. Mi sono accontentata e sono stata una stupida a farlo pur di costruirmi una vita sociale degna di essere denominata come tale. Ho cercato sul serio di passare sopra tutto, di non essere radicale ma non ci sto riuscendo molto bene. Non mi piace fingere che vada tutto bene, non mi piace fingere e basta.  Forse mi allontanerò da quelli che non ritengo valga la pena di continuare a frequentare per andare in cerca di qualcosa di vero, di autentico, di disinteressato. Ora sono veramente stanca di tutto, stanca di cercare di essere coerente e correttta quando gli altri non lo sono con me. Adesso basta, faccio quello che mi pare, rispetto solo chi meriterà rispetto. Mi sono stancata di fare la brava bambina, mi hanno portata al limite e sperimenterò anche la perfidia che è in me. Diventerò un'altra persona, una sconosciuta. Sparirò per molti e sarò al fianco dei soli che si meritano la mia amicizia...e sono veramente pochi.


 


Scusate per la bassissima qualità dell'intervento (me ne rendo conto) ma è tardi, sono stanca e ho scritto un po' controvoglia, solo per non perdere quello che sentivo dentro.


sabato 23 maggio 2009

E' strano

come a volte alcune cose del mio periodo buio mi manchino. Ero più inquieta, naturalmente più introspettiva. Il buio era mio amico, compagno di notti volutamente insonni a cercare qualcosa che pensavo potesse essere la fuori, in una comoda finestra sul mondo che in realtà forse era l'unico filo che mi permettesse indirettamente di non scollegarmi totalmente dal passato, di avere notizie di lui. Stranamente mi manca quel pizzico di malinconia, quella dose quotidiana. A volte mi mancano un po' le sorprese che incontravo sulla mia strada solitaria, le persone che ho conosciuto, le cose che ho detto. Tutte cose che avrei potuto fare solo trovandomi nelle condizioni in cui mi sono trovata. Ma come per tutte le altre cose il troppo storpia. Io ho fatto la mia esperienza e mi è servita per capire, adesso è tempo di serenità. Nonostante tutto questo io rimarrò sempre la stessa, solo un po' più felice e ciò non mi dispiace affatto. Ho smesso di guardarmi le ferite e di infettarle ancora di più toccandole e stuzzicandole fino alla nausea. Sono andata a riprendermi chi potesse guarirmi ora, anche se le cicatrici che mi sono inflitta rimarranno. Ma fa parte della vita e forse semplicemente io avevo sottovalutato me stessa e i miei sentimenti. Non mi ero accorta di essere umana e dovevo sanguinare per rendermene conto. E' come se adesso mi sentissi più piena, più consapevole e soprattutto più calma dentro. Chissà che non riesca ad essere del tutto spensierata, ma questo forse è chiedere troppo per un cervello troppo occupato a doversi tenere occupato come il mio. Ma mai dire mai.


 


Ogni persona muove tre stelle
ti senti sola con tante paure
basta un motivo e non vuoi più fuggire
ti guardi le mani e continui a sognare

Quello che senti non è mai lo stesso
e anche se sbagli nessuno è perfetto
Passano i giorni in fila indiana
vinci una mano e non sai se ti andrà più così...

Ogni persona muove tre stelle
tu vuoi imparare a capire la vita
che ci vuoi fare tanto è come credi
e tutto il resto è questione di stile

Quando nascondi qualche difetto
e il pregiudizio ti stringe sul petto
lanci un segnale nell'atmosfera
in equilibrio su un filo tra sogno e realtà

Sei la più bella, la più bella
Sei la più bella canzone che c'è
la più bella, la più bella
sei la più bella canzone d'amore che c'è

Ami la sfida quanto ti chiama
sei spaventata ma vai di incoscienza
su ogni ferita ci passi su il dito
riempi i polmoni e continui a volare

Povere mamme che devono fare
fanno le bimbe per farsi capire
Ti fermi a pensare nessuno è normale
ti guardi in faccia a capire davvero chi sei

Sei la più bella, la più bella
Sei la più bella canzone che c'è
la più bella, la più bella
sei la più bella canzone d'amore...

Sei la più bella canzone che c'è
la più bella, la più bella
sei la più bella canzone che c'è

Ogni persona muove tre stelle
e tu le avvolgi con tutti i tuoi sogni
E' giusto capire mettendo un sorriso
resti sul palco a cantare fin quando ce n'è...
Sei la più bella canzone d'amore che c'è!



...





martedì 28 aprile 2009

Ricomincio da te

Sono ritornata da lui. Sono stanca di soffrire inutilmente. Ho bisogno di ricominciare a girare bene, ho davvero voglia di ricominciare con lui. Non è un pretesto, so quello che sto facendo e ne sono convinta. Mi sono arresa, ho abbassato la guardia. Non ho cattive intenzioni, non voglio fargli del male, non lo farei mai perchè non me lo permetterei ed è l'ultima cosa che voglio. So solo che se in questi quasi sei mesi non è andato via, forse ho fatto un errore di valutazione. Il sentimento che ho per lui non è mai morto, esiste ancora ed è forse più grande di quanto avessi immaginato. Il filo non si è mai spezzato e io lo sento ancora. Vivremo giorno per giorno, amore mio, senza fare progetti, senza il bisogno di spaventarmi.  Dovevo riprovarci, non potevo lasciare che tutto sfumasse così, che i giorni passassero e mi negassero tempo. Piano mi sentivo soffocare. Io voglio riprovarci, vedere come va, fare un altro tentativo, perchè sono sicura che quello che lui mi ha dato nessun altro potrà mai darmelo, nessuno. Mi rendo conto solo ora veramente in che stato lo abbia ridotto: disilluso, ferito, distrutto. Per questo ho paura, paura di rifargli del male perchè a modo mio lo amo. Però non posso mettere un'ipoteca sul nostro futuro, dare tutto per scontato. Voglio solo vivere serenamente e lasciare che sia il tempo a decidere. Voglio piano piano ricostruire dalle macerie, davvero lo voglio. Mi auguro solo che la vita mi dia un po' di tregua.

lunedì 20 aprile 2009

Muore lentamente


Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
  giorno gli stessi percorsi,
  chi non cambia la marcia,
  chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
  chi non parla a chi non conosce.


Muore lentamente chi evita una passione,
  chi preferisce il nero su bianco
  e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
  proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che
  fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
  davanti all'errore e ai sentimenti.


Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
  chi e' infelice sul lavoro,
  chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
  chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
  consigli sensati.


Lentamente muore chi non viaggia,
  chi non legge,
  chi non ascolta musica
, chi non trova grazia in se stesso.


Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
  aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
  della pioggia incessante.


Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
  chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
  risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.


Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
  vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
  di respirare
.


Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
  splendida felicita'.


Pablo Neruda


 


Questa poesia è talmente cristallina che non ha bisogno di alcun commento. Rispecchia in tutto e per tutto la situazione che sto vivendo e tutto ciò per cui ho deciso di sacrificare la felicità della mia vita precedente. Forse è per questo motivo che riesco a comprenderla e non me ne dispiaccio. Ho deciso di ferirmi adesso per non morire domani, per fare ancora sì che il mio cuore batta, che la mia anima respiri a gran sorsate aria pulita (sempre!). "Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità". Proprio con queste parole Neruda si è fatto veicolo di un messaggio universale che non può non essere apprezzaro per il suo carico di onestà morale. Un esempio, una poesia bellissima.