Voglio il caos. Tollero il caos. Non è da me. Voglio sentire. Voglio ascoltarmi. Voglio il vento. Voglio che mi trascini e voglio sorridere chiudendo gli occhi e aprendo le braccia quando succederà. Voglio darmi il permesso di vivere.
Voglio.
sabato 24 dicembre 2011
martedì 11 ottobre 2011
Mi viene da piangere. Mi viene da piangere per il deserto che mi accorgo stare diventando la mia vita, la mia anima, il mio cuore, la mia mente. Mi viene da piangere perché sto imparando a capire che con la genuinità o la correttezza tutto ciò che si riceve in cambio sono batoste, perché aprirsi agli altri significa inevitabilmente mostrare le proprie debolezze e rendersi vulnerabili, perché essere gentili equivale ad essere presi per idioti. Mi viene da piangere a pensare a tutti gli ostacoli che si stanno frapponendo fra me ed i miei sogni: il quantitativo di imprevisti capitatimi nel giro di quest'ultimo mese e mezzo credo di non averlo visto neanche in una vita intera ed in realtà potrei estendere il discorso a partire da giugno di quest'anno. E' che io sono davvero esausta, non sto riuscendo a concludere in serenità questo percorso di studi come avrei voluto, mentre sogno di scappare via di qui il prima possibile, perché più me ne capitano e più non vedo l'ora di concludere questo logorante rapporto di collaborazione che ho sbagliato di grosso ad instaurare ormai quasi un anno fa. Sono disgustata per il modo in cui professori ed assistenti si sentono in diritto di trattare noi tesisti, costretti a stare ai loro comodi, ai tempi (stretti) che ci impongono, alla stregua di una loro proprietà, della quale poter disporre a proprio piacimento, sapendo di avere completamente in mano il nostro futuro e di poterlo sconvolgere per un loro capriccio, come se non valesse niente. Vorrei essere via lontano, vorrei finalmente lasciarmi alle spalle i fallimenti in tutti gli altri ambiti della mia vita che non siano relativi allo studio, fallimenti direttamente proporzionali ai miei successi scolastici o universitari, che ultimamente si sono rivelati essere poi nemmeno così scontati. Vorrei finalmente trovare un essere umano che riesca ad amarmi per quella che sono, che non mi rifiuti o mi umili, lasciandomi con i pugni stretti pieni d'aria a contemplare questa solitudine oscena che ormai è diventata la mia compagna di viaggio da quasi due anni. Non voglio fare pietà a nessuno, anche se lo so che quanto sto scrivendo potrebbe sembrare patetico (ma tanto ormai qui leggo solo io), è solo che alle volte mi chiedo cosa io abbia meno degli altri e se possa cambiarlo in meglio, oppure se dovrò rassegnarmi ad accettarmi e ad accettare il fatto che potrei rimanere sola per sempre, che in questa vita non si riuscirà mai a ricevere tutto l'amore che si dona a qualcuno, perchè quel qualcuno amerà sempre di più qualchedun altro, che a sua volta amerà un'altra persona, che sia una catena senza mai fine e che in fondo tutto ciò che possediamo sia la nostra strada solitaria, che può solo sfiorare altre strade ma mai davvero inciderle. E credo anche di stare delirando, forse sarebbe meglio smettere.
mercoledì 14 settembre 2011
giovedì 25 agosto 2011
What's on my mind
metàtesientromercoledìdadovecominciocosascrivoriusciròafarcela
hopauradinonriuscireascriverenienteodibloccarmicomelaorganizzo
accozzoononaccozzosimapoitantoladovròcorreggereemasimapoi
perdotempoenonopossoperchèhogliesamidafinirequandocazzo
comincioastudiarenoncelafaròmaieommioddiomiesauriròdovrò
ridurmisempreall'ultimoelescadenzeperl'almalaureaentroil10sette
mbreelapreimmatricolazioneelavalutazionepreventivadeicreditien
troil16invieròtuttiidocumenticheservonoomiscorderòqualcosaepoi
socazzisenonmiammettonoperunamianegligenzadevostareattenta
elescartoffiedarichiedereinsegreteriariuscirannoadarrivarmien
troiltermineeilmodulocentodafarfirmareallaprofmadevoa
spettareanchedifarel'esamedel13ospediscoprimaelacasa
quandolavadoacercareecomedobbiamofarepertrovareun
compromessoeilsecondocapitolodellatesiquandocazzolo
dovròscriveremidarannoaltrescadenzeaiutooooooooooo!!!!!!!!!!!!
Ecco un nitido quadro della confusione che alberga nella mia mente.
sabato 20 agosto 2011
Questo è un post che ho scritto stamattina alle 6.00, prima di andare a letto, da cui l'intro. Ma ci tenevo a postarlo anche qui.
Quasi albeggia ma loro sono andati via solo da un'ora. I miei amici. Forse sto per cadere in un clichè ma ammetto che già mi mancano, chè solo dopo il loro passaggio allegro sono riuscita a rendermi conto di quanto questa casa sia vuota da una settimana. Perchè nonostante tutto, nonostante le difficoltà in questi otto lunghi anni e in tutte le stagioni della mia vita che vi si sono succedute, nonostante le incomprensioni, le forti diversità, gli allontanamenti e forse anche (lo ammetto), le mie troppe pretese, loro sono ancora qui. Ancora oggi, dopo otto anni, sono gli unici superstiti nel naufragio della mia vita. Come una possente, millenaria montagna preda delle intemperie, erosa dal vento, dalla neve, dalla pioggia, che però rimane sempre lì dov'è, fiera ed immobile, che prende sempre forme diverse ma conserva la sua sostanza. Saldi come una roccia. Si, in fondo loro per me sono come roccia, sono la mia roccia. Mi hanno vista piangere dalla gioia e dal dolore dopo una caduta e una ferita e poi rialzarmi, ammaccata ma ancora funzionante. Mi hanno vista stanca, delusa, anche da loro, arrabbiata, anche con loro, amareggiata, anche a causa loro, trionfante, superba, altezzosa, acida, esplosiva, docile, consunta, pungente, sagace, umiliata, fragile, forte. Hanno avuto tutto di me, come forse nessuno prima d'ora. Ho dato loro tutto di me, come forse non ho fatto con nessun altro prima d'ora. Conoscono ogni minimo centimetro della mia anima, e quello che non sanno, credo proprio che lo fiutino. Quando sono con loro, mi sento a casa. Non so nemmeno come spiegarlo, ma anche solo la loro presenza mi dà sicurezza. La sicurezza di stare in un nido protetto, come se quando siamo insieme intorno a noi ci fosse un'aura, come se sprigionassimo una fonte di energia che ci racchiude e ci rende inaccessibili a tutto il resto del mondo, dove possiamo stare veramente solo noi, dove possiamo capirci veramente solo noi. Loro sono la mia base sicura, sono coloro sui quali vorrei poter contare sempre, anche se so che potrebbe non essere sempre così. Magari non abbiamo nemmeno grosse affinità, ma abbiamo la nostra storia a tenerci legati. Vorrei che tra noi non cambiasse mai. Vorrei siano al mio fianco quando raggiungerò tutti i miei più importanti traguardi, vorrei poterli condividere sempre con loro. Vorrei poter invecchiare ridendo con loro di ciò che è stato e fantasticando sempre su ciò che sarà. Vorrei ci fosse sempre, sempre profondità. Sempre la luce della speranza nei nostri occhi.
Gli amici sono come un fidanzato storico, col quale magari a volte subentra l'abitudine e che senti l'esigenza di tradire di tanto in tanto con una scappatella, quanto basta per ravvivare il rapporto, ma dal quale sai già che tornerai sempre perchè è con lui che vorresti costruire un futuro stabile, è con lui che vorresti mettere su una famiglia.
Forse è così che dev'essere.
Forse L'Amicizia è la più grande storia d'amore di una vita.
Quasi albeggia ma loro sono andati via solo da un'ora. I miei amici. Forse sto per cadere in un clichè ma ammetto che già mi mancano, chè solo dopo il loro passaggio allegro sono riuscita a rendermi conto di quanto questa casa sia vuota da una settimana. Perchè nonostante tutto, nonostante le difficoltà in questi otto lunghi anni e in tutte le stagioni della mia vita che vi si sono succedute, nonostante le incomprensioni, le forti diversità, gli allontanamenti e forse anche (lo ammetto), le mie troppe pretese, loro sono ancora qui. Ancora oggi, dopo otto anni, sono gli unici superstiti nel naufragio della mia vita. Come una possente, millenaria montagna preda delle intemperie, erosa dal vento, dalla neve, dalla pioggia, che però rimane sempre lì dov'è, fiera ed immobile, che prende sempre forme diverse ma conserva la sua sostanza. Saldi come una roccia. Si, in fondo loro per me sono come roccia, sono la mia roccia. Mi hanno vista piangere dalla gioia e dal dolore dopo una caduta e una ferita e poi rialzarmi, ammaccata ma ancora funzionante. Mi hanno vista stanca, delusa, anche da loro, arrabbiata, anche con loro, amareggiata, anche a causa loro, trionfante, superba, altezzosa, acida, esplosiva, docile, consunta, pungente, sagace, umiliata, fragile, forte. Hanno avuto tutto di me, come forse nessuno prima d'ora. Ho dato loro tutto di me, come forse non ho fatto con nessun altro prima d'ora. Conoscono ogni minimo centimetro della mia anima, e quello che non sanno, credo proprio che lo fiutino. Quando sono con loro, mi sento a casa. Non so nemmeno come spiegarlo, ma anche solo la loro presenza mi dà sicurezza. La sicurezza di stare in un nido protetto, come se quando siamo insieme intorno a noi ci fosse un'aura, come se sprigionassimo una fonte di energia che ci racchiude e ci rende inaccessibili a tutto il resto del mondo, dove possiamo stare veramente solo noi, dove possiamo capirci veramente solo noi. Loro sono la mia base sicura, sono coloro sui quali vorrei poter contare sempre, anche se so che potrebbe non essere sempre così. Magari non abbiamo nemmeno grosse affinità, ma abbiamo la nostra storia a tenerci legati. Vorrei che tra noi non cambiasse mai. Vorrei siano al mio fianco quando raggiungerò tutti i miei più importanti traguardi, vorrei poterli condividere sempre con loro. Vorrei poter invecchiare ridendo con loro di ciò che è stato e fantasticando sempre su ciò che sarà. Vorrei ci fosse sempre, sempre profondità. Sempre la luce della speranza nei nostri occhi.
Gli amici sono come un fidanzato storico, col quale magari a volte subentra l'abitudine e che senti l'esigenza di tradire di tanto in tanto con una scappatella, quanto basta per ravvivare il rapporto, ma dal quale sai già che tornerai sempre perchè è con lui che vorresti costruire un futuro stabile, è con lui che vorresti mettere su una famiglia.
Forse è così che dev'essere.
Forse L'Amicizia è la più grande storia d'amore di una vita.
giovedì 11 agosto 2011
"TI FARO' MALE PIU' DI UN COLPO DI PISTOLA, E' APPENA QUELLO CHE TI MERITI, CI PROVO GUSTO me ne accorgo ed allora non mi vergogno dei miei limiti e lividi [...] Ci provo gusto me ne accorgo ed allora NON MI SECCARE COI TUOI ALIBI. Durante questo tempo ho vomitato rancore, ho ricucito i pezzi, ricominciato a sperare. Avevi tutto quanto, anche il mio sogno migliore, HAI PRESO CIO' CHE SERVE, SENZA RITEGNO NE' ONORE."
[Subsonica - Colpo di pistola]
[Subsonica - Colpo di pistola]
lunedì 8 agosto 2011
Nuda
Derisa
e
Umiliata.
Ancora una volta.
Sembra che il mio destino sia quello di far gonfiare l'ego di persone a cui non sbatte mai un cazzo di me, ovviamente. A quanto pare ho proprio un talento innato nell'andarmele a cercare. Mi chiedo se riuscirò mai ad incontrare un Uomo degno di essere definito come tale e confesso di non avere prospettive ottimistiche.
Derisa
e
Umiliata.
Ancora una volta.
Sembra che il mio destino sia quello di far gonfiare l'ego di persone a cui non sbatte mai un cazzo di me, ovviamente. A quanto pare ho proprio un talento innato nell'andarmele a cercare. Mi chiedo se riuscirò mai ad incontrare un Uomo degno di essere definito come tale e confesso di non avere prospettive ottimistiche.
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