domenica 12 febbraio 2012

Rubo questa catena ad Airbag perché, avendo appena trasferito questo blog, mi era sembrato carino elencare sette cose che mi riguardano. Non la rimanderò a nessuno perché sono la prima ad odiare gli obblighi imposti dalle catene di S. Antonio e perché non credo mi crollerà addosso il palazzo se non la invio ad altre 7 persone entro 7 giorni (che fa molto "The Ring", ma vabè):

1. Adoro la notte, perché di notte il tempo è come sospeso e ti sembra di averne all'infinito;

2. Ho letteralmente il terrore di fare del male alle altre persone;

3. A 17 anni ho sfiorato l'anoressia;

4. I miei generi musicali preferiti sono il post punk, il rock elettronico e l'alternative;

5. Non riesco mai a non mettermi a nudo con gli altri, tanto meno a pentirmene completamente, perché mi infastidisce dovermi nascondere;

6. Ho amato davvero una sola volta in 23 anni;

7. Sono una ritardataria cronica.

sabato 11 febbraio 2012

giovedì 9 febbraio 2012

"Non vergognarsi della propria malinconia 

è un compito penoso anzi uno strazio"



[Ivano Fossati - L'amore trasparente]




P.s. Papà, vorrei tanto che la smettessimo di litigare al telefono. Vorrei tanto che la smettessi di chiamarmi solo per quel dannato conto alla posta, per quelle dannate carte, che mi dessi un po' di tregua e non mi ricordassi continuamente di tutte le questioni burocratiche che devo sbrigare ma che finalmente mi dicessi solo un noiosissimo "Come stai? Stavi cenando?" e vorrei poterti rispondere col mio solito tono acido "Papà, sono solo le 7 e mezza, ti pare che io mangi a quest'ora?!?". Tutto quello di cui avrei avuto bisogno oggi sarebbe stato un tuo abbraccio, uno di quei tuoi soliti abbracci avvolgenti che sanno tenermi intera, per rassicurarmi che andrà tutto bene, che devo credere in me stessa, e invece sono finita per l'ennesima volta a chiuderti quasi il telefono in faccia. Spero tanto che la donna nuova che sento di stare pian piano diventando non ti deluda. 


P.p.s. Alle volte la mia bulimia affettiva mi spaventa, mi spaventa il mio desiderio bruciante, insensato e tremendamente ridicolo di sentire il calore umano vicino alla mia pelle, tanto che poi a furia di sfregare mi scotto e ritraggo la mano. E passo continuamente dal caldo al freddo, e mi si spacca tutto per lo sbalzo.  

lunedì 6 febbraio 2012

Per me, questo, è un periodo strano. Oramai sono mesi che mi risulta sempre più difficile raccontarmi, raccontarmi con le mie parole, quanto meno. Quelle parole con cui ho sempre saputo dipingere nitidamente i miei pensieri e i miei stati d'animo, quelle parole con cui ho dipinto un amore oramai frantumato, che si è logorato macerando nei detriti del suo stesso ricordo. E' un periodo strano, strano e nuovo, strano ma nuovo. E' un periodo di lontananze e conquiste, di partenze e nuovi arrivi, di vecchie malinconie e nuove speranze, di tramonti, di risvegli con albe in luoghi sempre diversi e sconosciuti ma che, in fondo, lo so che odorano di buono. In questi mesi ho provato tante volte a scrivere qualcosa di sensato, senza troppo successo. Oppure decidevo deliberatamente di lasciare che le parole sfuggissero, per pigrizia, perché i miei pensieri giravano così veloce, guizzavano, a tal punto che non riuscivo a stargli dietro e allora li lasciavo liberi di attraversarmi senza fermarli con un chiodo a questo muro della memoria. Quanti pensieri ho lasciato andare, quanta ricchezza negata e quanto tempo sprecato. L'unica cosa che riuscivo a fare, era delegare a delle parole già scritte il compito di specchiarmi. Così, incapace di dipingere e passiva, spenta, ho cominciato a trovarmi nei libri ma soprattutto nelle canzoni. Ho raccolto valanghe di parole e ho cominciato a ricopiarle, e a riempirne le pareti della mia stanza, sommergendomi di riflessi di me stessa. Naturalmente non era la stessa cosa. Mi mancava non riuscire ad usare i colori della mia tavolozza, mi mancava non riuscire né più essere motivata a sporcarmi le mani, mi manca tutt'ora. Io credo fermamente, come dissi anche un po' di anni fa ad una persona che oramai non c'è più, che si riesca a scrivere veramente solo sull'onda di un'emozione, nel mio caso spesso e volentieri cupa. La mia incapacità di parlare davvero, in questi mesi, il mio mutismo, mi hanno dimostrato più che evidentemente il vuoto che mi sono portata dentro, l'aridità che ha spazzato via qualsiasi ombra di emozione, annientandomi ancora più brutalmente di come si potrebbe fare con un pugnale o una pistola. Perché quel vuoto mi ha annientato l'anima, me l'ha schiacciata con un piede prepotente ed io ero troppo debole per reagire. Sono rimasta immobile, inerme, a lasciare che questo accadesse, per comodità. Non mi ero mai davvero accorta di queste dinamiche fino a che non ho iniziato a scrivere questo post. Forse, però, sarà proprio questo post il primo monito, il segnale che ho finalmente smesso di subire, che sono stanca e che ho cominciato a reagire. Piano piano io mi riprendo me stessa, piano piano io quella tavolozza me la riprendo, perché ho voglia di sporcarmi ancora le mani, ho voglia di tornare a guardarmi dentro e di dipingere ancora quadri bellissimi, e vi prometto che i prossimi, saranno ancora meglio dei precedenti.

Questa, è per quello che è stato 

Ti lascio questa canzone 
perché adesso il momento è arrivato 
ho messo qui dentro i giorni, le cose 
e le storie che abbiamo vissuto 
c'è dentro un pacco di libri 
e un paio di scarpe bucate 
ci sono i biglietti, le foto 
e tutti i viaggi rimasti da fare 
Non venire mai a cercarmi 
sono andato dove il vento mi chiama 
stasera sarò mille miglia 
lontano da casa 

La magia se n'è andata, la luce si è spenta 
sono partito, e il resto è passato 

potrai sempre dire che non era più il tempo 
o che forse era un mondo sbagliato 
e se un giorno dovessi incontrarmi ancora 
a una svolta del nostro destino 
salutami come l'amico di un tempo 
che la vita ha portato lontano 
Non venire più a cercarmi 
sono andato dove il vento mi chiama 
stasera sarò mille miglia 
lontano da casa 
Non venire mai a cercarmi 
sono andato, la vita è cambiata 
ti mando un abbraccio 
e la mia serenata di strada 

Ti ho scritto questa canzone 
perché adesso il momento è arrivato 
ci troverai dentro i sogni e i rumori 
delle notti che abbiamo passato 
ci ho messo i pianti e la rabbia 
e una manciata di buoni ricordi 

della donna che un giorno mi ha amato 
con gli occhi più scuri e gli abbracci più dolci 
Non venire più a cercarmi 
sono andato dove il vento mi chiama 
stasera sarò mille miglia 
lontano da casa 
Non venire mai a cercarmi 
sono andato, la vita è cambiata 
ti mando un abbraccio 
e la mia serenata di strada



[Modena City Ramblers - Serenata di strada]

Questa, è per quello che sarà, quando sarà tempo che lo sia

Vorrei vivere sul tuo collo 
riparandomi sotto l'orecchio 
aspettando che spiova 
riparandomi sotto il mento quando il sole brucia



[Erica Mou - Vorrei vivere sul tuo collo]

Perché vorrei tanto qualcuno che, prima o poi, mi lasci affondare il naso nel suo collo, chiudere gli occhi e accoccolarmi al suo petto. 


sabato 24 dicembre 2011

Voglio il caos. Tollero il caos. Non è da me. Voglio sentire. Voglio ascoltarmi. Voglio il vento. Voglio che mi trascini e voglio sorridere chiudendo gli occhi e aprendo le braccia quando succederà. Voglio darmi il permesso di vivere.

Voglio. 

martedì 11 ottobre 2011

Mi viene da piangere. Mi viene da piangere per il deserto che mi accorgo stare diventando la mia vita, la mia anima, il mio cuore, la mia mente. Mi viene da piangere perché sto imparando a capire che con la genuinità o la correttezza tutto ciò che si riceve in cambio sono batoste, perché aprirsi agli altri significa inevitabilmente mostrare le proprie debolezze e rendersi vulnerabili, perché essere gentili equivale ad essere presi per idioti. Mi viene da piangere a pensare a tutti gli ostacoli che si stanno frapponendo fra me ed i miei sogni: il quantitativo di imprevisti capitatimi nel giro di quest'ultimo mese e mezzo credo di non averlo visto neanche in una vita intera ed in realtà potrei estendere il discorso a partire da giugno di quest'anno. E' che io sono davvero esausta, non sto riuscendo a concludere in serenità questo percorso di studi come avrei voluto, mentre sogno di scappare via di qui il prima possibile, perché più me ne capitano e più non vedo l'ora di concludere questo logorante rapporto di collaborazione che ho sbagliato di grosso ad instaurare ormai quasi un anno fa. Sono disgustata per il modo in cui professori ed assistenti si sentono in diritto di trattare noi tesisti, costretti a stare ai loro comodi, ai tempi (stretti) che ci impongono, alla stregua di una loro proprietà, della quale poter disporre a proprio piacimento, sapendo di avere completamente in mano il nostro futuro e di poterlo sconvolgere per un loro capriccio, come se non valesse niente. Vorrei essere via lontano, vorrei finalmente lasciarmi alle spalle i fallimenti in tutti gli altri ambiti della mia vita che non siano relativi allo studio, fallimenti direttamente proporzionali ai miei successi scolastici o universitari, che ultimamente si sono rivelati essere poi nemmeno così scontati. Vorrei finalmente trovare un essere umano che riesca ad amarmi per quella che sono, che non mi rifiuti o mi umili, lasciandomi con i pugni stretti pieni d'aria a contemplare questa solitudine oscena che ormai è diventata la mia compagna di viaggio da quasi due anni. Non voglio fare pietà a nessuno, anche se lo so che quanto sto scrivendo potrebbe sembrare patetico (ma tanto ormai qui leggo solo io), è solo che alle volte mi chiedo cosa io abbia meno degli altri e se possa cambiarlo in meglio, oppure se dovrò rassegnarmi ad accettarmi e ad accettare il fatto che potrei rimanere sola per sempre, che in questa vita non si riuscirà mai a ricevere tutto l'amore che si dona a qualcuno, perchè quel qualcuno amerà sempre di più qualchedun altro, che a sua volta amerà un'altra persona, che sia una catena senza mai fine e che in fondo tutto ciò che possediamo sia la nostra strada solitaria, che può solo sfiorare altre strade ma mai davvero inciderle. E credo anche di stare delirando, forse sarebbe meglio smettere.

mercoledì 14 settembre 2011

E nonostante tutto, la mia mente apre ancora squarci per te, che meno di tutti te lo meriteresti.