Per me, questo, è un periodo strano. Oramai sono mesi che mi risulta sempre più difficile raccontarmi, raccontarmi con le mie parole, quanto meno. Quelle parole con cui ho sempre saputo dipingere nitidamente i miei pensieri e i miei stati d'animo, quelle parole con cui ho dipinto un amore oramai frantumato, che si è logorato macerando nei detriti del suo stesso ricordo. E' un periodo strano, strano
e nuovo, strano
ma nuovo. E' un periodo di lontananze e conquiste, di partenze e nuovi arrivi, di vecchie malinconie e nuove speranze, di tramonti, di risvegli con albe in luoghi sempre diversi e sconosciuti ma che, in fondo, lo so che odorano di buono. In questi mesi ho provato tante volte a scrivere qualcosa di sensato, senza troppo successo. Oppure decidevo deliberatamente di lasciare che le parole sfuggissero, per pigrizia, perché i miei pensieri giravano così veloce, guizzavano, a tal punto che non riuscivo a stargli dietro e allora li lasciavo liberi di attraversarmi senza fermarli con un chiodo a questo muro della memoria. Quanti pensieri ho lasciato andare, quanta ricchezza negata e quanto tempo sprecato. L'unica cosa che riuscivo a fare, era delegare a delle parole già scritte il compito di specchiarmi. Così, incapace di dipingere e passiva, spenta, ho cominciato a trovarmi nei libri ma soprattutto nelle canzoni. Ho raccolto valanghe di parole e ho cominciato a ricopiarle, e a riempirne le pareti della mia stanza, sommergendomi di riflessi di me stessa. Naturalmente non era la stessa cosa. Mi mancava non riuscire ad usare i colori della mia tavolozza, mi mancava non riuscire né più essere motivata a sporcarmi le mani, mi manca tutt'ora. Io credo fermamente, come dissi anche un po' di anni fa ad una persona che oramai non c'è più, che si riesca a scrivere veramente solo sull'onda di un'emozione, nel mio caso spesso e volentieri cupa. La mia incapacità di parlare davvero, in questi mesi, il mio mutismo, mi hanno dimostrato più che evidentemente il vuoto che mi sono portata dentro, l'aridità che ha spazzato via qualsiasi ombra di emozione, annientandomi ancora più brutalmente di come si potrebbe fare con un pugnale o una pistola. Perché quel vuoto mi ha annientato l'anima, me l'ha schiacciata con un piede prepotente ed io ero troppo debole per reagire. Sono rimasta immobile, inerme, a lasciare che questo accadesse, per comodità. Non mi ero mai davvero accorta di queste dinamiche fino a che non ho iniziato a scrivere questo post. Forse, però, sarà proprio questo post il primo monito, il segnale che ho finalmente smesso di subire, che sono stanca e che ho cominciato a reagire. Piano piano io mi riprendo me stessa, piano piano io quella tavolozza me la riprendo, perché ho voglia di sporcarmi ancora le mani, ho voglia di tornare a guardarmi dentro e di dipingere ancora quadri bellissimi, e vi prometto che i prossimi, saranno ancora meglio dei precedenti.
Questa, è per quello che è stato
Ti lascio questa canzone
perché adesso il momento è arrivato
ho messo qui dentro i giorni, le cose
e le storie che abbiamo vissuto
c'è dentro un pacco di libri
e un paio di scarpe bucate
ci sono i biglietti, le foto
e tutti i viaggi rimasti da fare
Non venire mai a cercarmi
sono andato dove il vento mi chiama
stasera sarò mille miglia
lontano da casa
La magia se n'è andata, la luce si è spenta
sono partito, e il resto è passato
potrai sempre dire che non era più il tempo
o che forse era un mondo sbagliato
e se un giorno dovessi incontrarmi ancora
a una svolta del nostro destino
salutami come l'amico di un tempo
che la vita ha portato lontano
Non venire più a cercarmi
sono andato dove il vento mi chiama
stasera sarò mille miglia
lontano da casa
Non venire mai a cercarmi
sono andato, la vita è cambiata
ti mando un abbraccio
e la mia serenata di strada
Ti ho scritto questa canzone
perché adesso il momento è arrivato
ci troverai dentro i sogni e i rumori
delle notti che abbiamo passato
ci ho messo i pianti e la rabbia
e una manciata di buoni ricordi
della donna che un giorno mi ha amato
con gli occhi più scuri e gli abbracci più dolci
Non venire più a cercarmi
sono andato dove il vento mi chiama
stasera sarò mille miglia
lontano da casa
Non venire mai a cercarmi
sono andato, la vita è cambiata
ti mando un abbraccio
e la mia serenata di strada
[Modena City Ramblers - Serenata di strada]
Questa, è per quello che sarà, quando sarà tempo che lo sia
Vorrei vivere sul tuo collo
riparandomi sotto l'orecchio
aspettando che spiova
riparandomi sotto il mento quando il sole brucia
[Erica Mou - Vorrei vivere sul tuo collo]
Perché vorrei tanto qualcuno che, prima o poi, mi lasci affondare il naso nel suo collo, chiudere gli occhi e accoccolarmi al suo petto.