giovedì 11 agosto 2011

"TI FARO' MALE PIU' DI UN COLPO DI PISTOLA, E' APPENA QUELLO CHE TI MERITI, CI PROVO GUSTO me ne accorgo ed allora non mi vergogno dei miei limiti e lividi [...] Ci provo gusto me ne accorgo ed allora NON MI SECCARE COI TUOI ALIBI. Durante questo tempo ho vomitato rancore, ho ricucito i pezzi, ricominciato a sperare. Avevi tutto quanto, anche il mio sogno migliore, HAI PRESO CIO' CHE SERVE, SENZA RITEGNO NE' ONORE."


                                                                                                                        [Subsonica - Colpo di pistola]

lunedì 8 agosto 2011

Nuda
Derisa
e
Umiliata.

Ancora una volta.

Sembra che il mio destino sia quello di far gonfiare l'ego di persone a cui non sbatte mai un cazzo di me, ovviamente. A quanto pare ho proprio un talento innato nell'andarmele a cercare. Mi chiedo se riuscirò mai ad incontrare un Uomo degno di essere definito come tale e confesso di non avere prospettive ottimistiche.

venerdì 5 agosto 2011

Oramai questo blog è diventato l'ombra di se stesso, me ne sto rendendo conto. Lontano dai vecchi fasti, dai vecchi amici, dai vecchi ospiti e viandanti occasionali, come un castello abbandonato che una volta doveva essere stato bellissimo e splendente sotto le luci di cristallo di imponenti lampadari, abbaracciato dai riflessi d'argento di grandi specchi barocchi. Tutto svanito. Al loro posto ci sono solo grigiore e ragnatele. Umidità e pareti scrostate, a sottolineare che quello splendore, quelle frivolezze, quei sorrisi a poco prezzo sono solo l'eco lontana di un ricordo intrappolato chissà dove, che mi chiede disperatamente di farlo uscire.

Alle volte è necessario camminare tra le proprie rovine, perchè ci parlano di noi, ci ricordano cosa siamo stati, che un tempo siamo stati felici e spensierati. I ricordi ci nutrono, l'ho sempre pensato. E spesso, a quelli come me, viene fame di malinconia. Perciò credo che stanotte ne farò una scorpacciata.

Tutto è nato quando ho perso una persona, qualche mese fa. Una persona che per me è stata importante ma che poi si è rivelata essere solo un'idea nella mia testa, che non esisteva davvero nella realtà. L'impatto è stato fortissimo. Talmente tanto forte da farmi perdere la cognizione del tempo. Ancora adesso, è come se fluttuassi in una dimensione non ben definita e non saprei dire esattamente come io sia arrivata fino qui, come abbia speso i miei giorni fino ad oggi, cos'abbia fatto per occupare questo salto temporale. Il tempo era l'unica cosa che avevo e che mi sarebbe servita, per molte cose, e l'ho sprecato miseramente rimanendo immobile e passiva, ma non ho potuto fare altrimenti. Ho dovuto fermarmi. Niente era mai riuscito a buttarmi così giù, facendomi toccare il fondo come l'ho toccato stavolta. Nemmeno la fine con Lui. E non perchè io ci sia stata male come lo sia stata per Lui. Questa volta è stato diverso. Meno dolore ma più inconsapevolezza, più effetti postumi. Sono come stordita, drogata e questo mio stato di incoscienza mi si trascina addosso a mo' di strascico. Mi viene in mente l'immagine di una sposa, bianca, con il suo lungo velo che tocca la passerella di una Chiesa, ma io ora mi sento di tutto tranne che una vergine in festa. E' che sento che mi manca qualcosa. Sento che un pezzo di me si è definitivamente staccato e ha preso il volo per non tornare mai più. La mia ingenuità, la mia voglia di costruire, perdute per sempre. Avrei voluto che fosse un effetto passeggero ma temo non sia così. C'è un cratere che ha preso la tua forma qui dentro, e non vuole saperne di chiudersi per ora. Solo il tempo mi darà risposte.

E' che sai, nonostante tu mi abbia ingannata e ferita, disillusa e incattivita, ogni volta che dipingerò la malinconia con le mie parole, ci sarà sempre, maledettamente, un po' di quello che mi hai dato tu. Ci sarà sempre un po' di te, in me.

giovedì 21 luglio 2011

Stasera, rileggendomi, ho scoperto che tendo a reiterare gli stessi errori. E' inutile. Rimango e rimarrò sempre la solita ragazzina ingenua che mi ero ripromessa di non essere più. Credo purtroppo l'ingenuità, in qualsiasi forma essa si manifesti, sia costitutiva del mio modo di essere e così sarà sempre, inevitabilmente, senza via di scampo. Chè da se stessi non si può scappare.

E se un famoso detto recita che errare è umano ma perseverare è diabolico ed io risulto recidiva, allora, date queste premesse, ricavate voi la conclusione di questo sillogismo.

domenica 26 giugno 2011

Bianca


 


Sei il colore che non ho
e non catturerò

ma se ci fosse un metodo
vorrei che fosse il mio
fanne quel che vuoi, di noi 
me l'hai insegnato tu
se c'è una cosa che è immorale
è la banalità


lo sai
lo sai
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa 


sei il colore che non ho
e che vorrei essere io 

ma se ti rende libera
ti regalo il mio

lo sai
lo sai
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa 


tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa

vedrai . . .



 


lunedì 13 giugno 2011

Credo che in queste ultime settimane l'unico momento della giornata in cui ho potuto sentirmi veramente viva sia stato il tramonto. Io amo il tramonto, specie quello sul mare. Ogni giorno che posso, da che arriva la primavera, mi piace trascorrere qualche minuto sulla mia veranda a guardare il sole che muore nel crepuscolo. Mi piace perchè l'odore dei fiori d'arancio della campagna adiacente mi investe così forte, e poi l'odore del mare, quel mare placido, così vicino eppure così irraggiungibile, che il vento di Maestrale porta con sè quando soffia, come per permettermi di sfiorarlo un po'. Mi piace perchè quell'arancio rosato che poi diventa violaceo e quella luce d'oro che sfiorano le cime degli alberi di fronte mi hanno sempre fatto pensare ad un posto esotico, all'Africa per esempio. Mi piace perchè lo stridio lontano delle rondini mi fa pensare alla speranza, credo. E quei soffici batuffoli di nuvole sbuffanti che si tingono col cielo, come se qualcuno ci avesse versato sopra un barattolo di vernice. E poi tutto tace, tranne il vento, spesso. Ecco, quei pochi minuti sono l'unico momento in cui penso che in fondo i miei problemi, i miei dolori, i miei dispiaceri, i miei affanni non siano niente in confronto alla grandezza della vita. Che io sia così stupidamente immatura e mediocre a preoccuparmene. Che tutto va avanti, nonostante tutto. E che per capirlo mi piacerebbe ogni tanto avvicinarmi a quelle nuvole sporche e tingermi le dita.  

domenica 29 maggio 2011


"L'anoressia è un termine che ci conduce fuori strada, nel senso che non conosco una persona più affamata e più bisognosa della persona anoressica. La grande forza di queste persone è di rifiutare ciò di cui hanno bisogno: il cibo è una delle tante cose che respingono; queste persone rifiutano di desiderare e la loro forza è una forza che loro costruiscono poco per volta, momento per momento."

 


Credo che questa sia la migliore definizione di anoressia che io abbia mai letto, seppure non abbia nulla di scientifico, nulla a che fare con dei criteri diagnostici o delle classificazioni. E mi ha colpita come un fulmine a ciel sereno. "Il cibo è una delle tante cose che respingono". Non esiste verità più vera su un'anoressica. Perchè un'anoressica vera si priva di tutto, il rifiuto del cibo è solo ciò che si può vedere in superficie, la punta dell'iceberg. Leggendo quella definizione, in un attimo ho collegato tutto della mia vita. E' come se mi fossi elevata sopra di me e fossi finalmente riuscita a vedermi dall'alto, per intero, e avessi collegato quei pezzi che mi mancavano. In un istante, grazie a quelle parole, sono riuscita a capire la vera natura dei miei meccanismi. Anoressiche si è dentro, prima ancora che fuori, e io ho capito che in fondo non ho mai smesso di esserlo, perchè l'anoressia è il modo in cui ho sempre affrontato e continuo ad affrontare la mia esistenza. Prima con il cibo, poi con gli affetti, sacrificando da sempre con lo studio quella vita vera che non ho mai vissuto. Non so perchè ma è sempre stato un modo per punirmi, non chiedetemi per quale colpa. Per disciplinarmi, per esercitarmi a controllare ogni minima parte di me. Ma per cosa poi? Adesso me lo chiedo. Per cosa cerco di privarmi sempre di tutto? A che cosa mi ha giovato reprimere o allontanare la fame prima, i sentimenti dopo? Perchè ho sempre cercato di negarmi, per poi ricevere solo il nulla? Non so rispondermi. Sul serio non so per quale motivo io abbia sempre fatto tutto questo a me stessa. Probabilmente perchè non mi amo o non mi rispetto abbastanza. Ho capito che anche con lui è andata così. Stavo bene e poi ad un certo punto ho deciso di privarmene, forse perchè era troppo o perchè non ne ero abituata? Non lo so. Rifiutavo persino l'idea di amarlo, nonostante il mio dolore. Avevo deciso di respingere qualcosa che mi dava vita, nonostante sapessi che mi stavo facendo del male, ed è esattamente la stessa cosa che sto facendo adesso. Ho imparato a rifiutare l'amore, nonostante io ne abbia sempre avuto così tanta fame, nonostante io ne abbia ancora. Si, ho fame, ho una fame disperata d'amore, dannazione. Adesso l'ho detto. So già che me ne pentirò tra qualche secondo. Non è facile ammettere di aver bisogno di qualcosa o di qualcuno, è così profondamente umiliante. Forse è per questo che ho sempre finto di non averne. E ditemi voi cos'è questa se non anoressia. Non fatevi ingannare. L'anoressia non è solo una malattia del corpo, è un modo di essere, è la malattia di chi non ha il coraggio di chiedere ciò di cui ha bisogno, chè preferirebbe morire piuttosto. L'anoressia è una malattia dell'anima.