venerdì 11 dicembre 2009
L'amicizia ai tempi della suina
mercoledì 9 dicembre 2009
poteva la mia casa rimanere integra sotto una devastante orda di barbari?
Bilancio di questi giorni: tutto sommato positivo. Sono riuscita a prendermi i miei ritmi una volta tanto (anche se non so quanto possa essere un bene) ma soprattutto a saltare qualche pasto quando volevo io senza mia madre a guardarmi storto, ad avere pace e silenzio in cui sprofondare e da cui farmi cullare. Da quando sono tornati questa sera il mio tasso di acidità si è leggermente re-inclinato verso l'alto (era troppo bello per essere vero!). Più che acidità però, forse ho provato un senso di fastidio perchè avrei voluto continuare a stare da sola, avvertivo la loro presenza quasi come un'intrusione. Non è una cosa bellissima, me ne rendo conto, ma è la verità, così come lo è il fatto che non ho sentito affatto la loro mancanza, come mi è sempre successo quando partivo per conto mio. Ho avvertito fastidio anche quando il parentado mi invitava a pranzo per evitare di farmi stare sola in questi giorni (che poi, effettivamente, ho mangiato sola a casa mia soltanto per un giorno causa feste comandate), tanto che ho dovuto dire chiaro e tondo a mia zia che lunedì era mio esplicito volere rimanere sola a pranzo. In fondo a me la solitudine un po' piace.
sabato 5 dicembre 2009
Ordine del giorno: la verità più varie ed eventuali
Credo sia arrivato il momento che non volevo arrivasse mai. Il momento in cui le crepe del muro che avevo eretto per proteggermi dalla realtà si sono definitivamente aperte e l'hanno sbriciolato al suolo, lasciandomi nuda e indifesa di fronte alla verità, che naturalmente era ovvia per tutti, tranne che per me, evidentemente. Lui non mi amava più. Semplice. Cosa c'era di più da capire? Cosa c'era da negare? Era chiaro come il sole ma a quanto pare io avevo messo gli occhiali scuri o proprio i paraocchi, fate voi. Era effettivamente la cosa più logica che potessero dirmi. Solo che non so perchè, a sentirmelo dire, per i primi secondi ho pensato che fosse un'eresia. Poi è arrivato lo shock, infine la rassegnazione. Sono stata (volutamente) una stupida, tutto qua. Niente di più cristallino e spiazzante di un'amara (ma sana) verità.
Per il resto, anche stasera me ne starò a casa in compagnia di me stessa, dato che i miei genitori con quel mostriciattolo di mio fratello sono partiti per esplorare i mercatini di Natale di mezzo Nord-Est e i miei amici ritorneranno ancora Voi Sapete Dove per starci fino a domattina. Io non ci andrò essenzialmente per due motivi: 1) io quel posto lo odio (come ho già ampiamente illustrato un paio di post fa) e 2) anche a fare uno sforzo e a volerci andare per amor di compagnia non potrei perchè domattina devo seriamente cominciare a studiare per un esonero fissato per settimana prossima (ergo non posso andare a dormire alle 7 e svegliarmi alle 2), dato che la mia voglia di studiare latita da un po' di tempo. Chiara mi aveva pregata di avvasarla quando i miei amici fossero andati in disco così sarei potuta uscire con la sua comitiva, però non lo so, mi sento una stupida a dirle "Hei Chià, stasera i miei amici non ci sono, posso uscire con te?". Mi sentirei sul serio un'opportunista oltre che fuori luogo. Dunque, per stasera, non mi rimane altro che formare un cratere sul divano nuovo del mio salotto.
Ah e dimenticavo la ciliegina sulla torta! Avendo casa libera, avevo organizzato con tanto entusiasmo una serata con la mia ciurma per domani sera ma ho scoperto solo poco fa che le uniche due ragazze del gruppo (oltre me), che poi sono pure sorelle (che culo!), sono impegnate perchè è l'onomastico del nonno. Si, perchè domani a Bari è San Nicola e naturalmente, essendo questo il protettore della città, i tre quarti della popolazione maschile barese e dei paesi limitrofi porta quel nome in suo onore. Che fantasia, eh? Ma dico io, i genitori del nonno delle mie amiche non potevano mettersi un po' più d'impegno?? Proprio quel nome gli dovevano mettere?? Proprio a lui?? Bastava il nome di un altro Santo vattelappesca, qualsiasi altro nome, ma proprio quello no, cavolo! Eccheppalle!! Mi hanno fatto andre in fumo la serata, perchè è chiaro che non posso invitare a casa mia solo i ragazzi (e non per questioni di pudore o di stronzate affini, loro per me sono come fratelli, più che altro sarei l'unica ragazza in mezzo ad un branco di selvaggi che si ingozzerebbero come iene, senza nessuno con cui parlare un po'). Bah. Maledire San Nicola potrebbe essere un'idea ma credo che non darà comunque i frutti sperati e potrei eventualmente anche guadagnarmi un viaggetto omaggio all'Inferno per il resto della mia esistenza. Oddio, da un lato mi dico "poco male", tanto se fossi Cristiana sarei comunque già dannata.
L'unica cosa certa è che se in futuro avrò un figlio, sicuramente non si chiamerà Nicola.
giovedì 3 dicembre 2009
Il Vento della mia Passione
Il mio però rimarrà solo un sogno, solo una delle tante cose dette e mai fatte. Come quando prometti ad un amico lontano che lo andrai a trovare.
lunedì 30 novembre 2009
A.A.A. CERCASI AMICI ALTERNATIVI E/O COMUNISTI
sabato 28 novembre 2009
I'm empty
Mi manca. Inutile negarlo, è da stupidi e da immaturi. Ogni volta che rimetto piede in un posto dove siamo stati insieme, ascolto una canzone che mi ricorda lui, una delle nostre canzoni, una strana malinconia mi assale ma non riesco a piangere. Vorrei farlo ma non viene fuori nemmeno la metà di una mezza lacrima. Mi sento arida dentro, come svuotata. E' come se fossi vuota, si. E' come se avesse portato via con lui anche l'amore che avevo dentro, per questo non ho reazioni o se ce le ho sono molto attutite. E' riuscito a strapparmi tutto. E quel vuoto che ho nella mia pancia, quel nulla che mi è rimasto, lo sto ulteriormente ampliando, ne corrodo i confini, come quando si brucia un foglio di carta, ardendo, il buco si allarga piano piano dal centro fino a distruggere interamente il foglio. Mi corrodo pensando che nemmeno lui reagisce, che non ha proprio capito che se solo mi dimostrasse ciò che prova, se solo mi dimostrasse che vuole cambiare per me, se me lo dimostrasse con i fatti e non con le parole io lo accoglierei per l'ultima volta. Ma lui non si muove, rimane immobile e questa, per me, è già una risposta, anche se non quella che mi aspettavo, che avrei gradito sentire da lui. E tutto questo mi fa ancora più male. Pensarlo e ammetterlo mi fa male. Abbiamo creato un deserto. Come siamo arrivati fino a qui? Come abbiamo fatto? Dove siamo finiti? Allora non è vero quello che dicono, l'amore non è più forte di qualsiasi cosa, è solo un bellissimo bicchiere di fragile cristallo. Ma a me non serve a niente la sua bellezza. Preferisco qualcosa di meno aggraziato ma più forte, come una quercia. Ecco, vorrei un amore forte e duraturo come una quercia, imponente, resistente alle intemperie che ne scalfiscono il lungo corso di vita, che la segnano ma non la abbattono. Forse la mia quercia non eri tu, amore mio, forse dovevi solo essere quel bellissimo bicchiere di cristallo,il mio, il primo, l'amore puro che è però troppo sottile per essere l'amore di una vita. Come può un bicchiere trasformarsi in una quercia? E può? Forse no. Però eri così bello che non riesco a capacitarmi di averti rotto per sempre.
Lacrime.